CULTURA

PERCHÉ SIAMO COSTANTEMENTE ALLA RICERCA DI RISPOSTE ESISTENZIALI

Oggi, più che mai, dinanzi ai misteri della vita siamo pronti a mostrarci più che razionali, un po’ complice l’era scientifica, un po’ perché affidarsi alla logica, trascendendo il mistico, dà sempre quell’aria ”cool” facendoci sbalzare nella categoria dei ”non ignoranti”.  Eppure, potrebbe capitare che non ve la sentiate di affrontare la giornata senza aver dato prima un’occhiata all’oroscopo.

Tra le mille domande esistenziali che quotidianamente ci poniamo – chi siamo? da dove veniamo?  – siamo spinti dal fuoco della ricerca a scovare risposte soprattutto su ciò che ci attende: il futuro.

Dovevano soffrire della medesima angoscia gli antichi Greci che non prendevano alcuna decisione senza interpellare un oracolo. Persino i più grandi pensatori del mondo antico erano convinti che i messaggi divini venissero interpretati e comunicati agli uomini tramite gli indovini.

Nessuno si azzardava ad iniziare una guerra o a firmare una pace senza prima aver preso in considerazione il messaggio divino. Gli antichi, così come riportato in numerose tragedie greche, erano disposti ad abbandonare o a uccidere la propria progenie basandosi unicamente su profezie rivelavatesi nefaste.

Il vaticinio erano una cosa seria.

L’oracolo più prestigioso della religione greca del periodo arcaico,  era senza alcun dubbio, quello di Delfi –  noto come la Pizia (o Pitia; in greco antico: Πυθία, Pythía) – che dava i responsi nel santuario, situato presso l’omphalos (l’«ombelico del mondo»).

Il compito degli uomini era quello di chiarire questi messaggi criptici e se qualcosa andava male di certo non era colpa degli Dei.

Delfi venne considerato un luogo sacro fin dal II millennio a.C.

” Poiché in quel luogo vide spirare dalle spaccature della terra una presenza divina…” Apollo decise di impadronirsene. Affrontò il drago Pitone, il figlio che Gea aveva posto a guardia dell’oracolo, e, dopo averlo ucciso, istituì in suo onore i giochi pitici, che da allora si tennero ogni quattro anni nel santuario di Delfi. Proprio dal nome del povero guardiano ( Python), sarebbe derivato quello della Pizia.

Da Focus Storia n.137 Marzo, pag. 51

 

PERCHÉ L’ESSERE UMANO È ALLA CONTINUA RICERCA DI RISPOSTE ESISTENZIALI

Nonostante l’intelligenza sia una delle qualità più visibili ed esplicite dell’essere umano, ve n’è un’altra molto più profonda e significativa che descrive l’uomo come un essere unico nel suo genere: la capacità di porsi la domanda fondamentale sulla sua vita.

Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Qual è lo scopo della mia vita? Cosa c’è dopo la morte? Sono questi gli interrogativi fondamentali.

Queste domande sono espressione di un bisogno innato, ovvero, quello di trovare un senso, un significato alla propria esistenza.

Infatti, come possiamo pensare di poter dare una direzione alla nostra vita, decidere come vorremmo impiegarla, se non sappiamo cos’è, se non ne capiamo il senso profondo?

Tu non chiedere, è vietato sapere, quale fine a me, quale a te

gli Dei abbiano assegnato, o Leuconoe, e non consultare

gli oroscopi babilonese. Quanto (è) meglio, qualsiasi cosa sarà, accettarla!

Sia che Giove abbia assegnato più inverni, sia che abbia assegnato come ultimo

quello che ora sfianca con le scogliere di pomice che gli si oppongono il mare

Tirreno, sii saggia: filtra il vino e ad una breve scadenza

limita la lunga speranza. Mentre parliamo sarà fuggito, inesorabile,

         il tempo: cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani.

Orazio-Carpe diem (Hor. Carm. I 11)

In questo XLI numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante tematica delle domande esistenziali.

Lo abbiamo fatto trattando gli argomenti a 360° con i nostri articoli di approfondimento, le nostre interviste esclusive e le immancabili rubriche.

Come sempre, senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi ma solo con l’intento di darvi alcuni spunti di riflessioni vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Maggio.

Buona lettura.

 

copyright: https://discentes.artedo.it/la-vecchiaia-un-tramonto-mozzafiato/

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