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SESSO PREMATRIMONIALE. UN VERO PECCATO?

Cari Adam & Eva,

sono Samuele, ho 29 anni e sono fidanzato con Sara da circa tre anni. L’anno prossimo, in estate io e Sara convoleremo finalmente a nozze.

Devo premettere di essere cresciuto in una famiglia molto religiosa, i miei genitori sono entrambi praticanti e hanno inteso impartire a me e ai miei fratelli in maniera piuttosto rigida, le regole ed i principi del credo cattolico.

Per tale motivo io e Sara, nonostante la nostra unione vada avanti da tempo, non abbiamo mai avuto rapporti sessuali, proprio perché io non ho mai voluto trasgredire ai precetti della cristianità che mi sono state impartiti.

Il punto è che da qualche tempo a questa parte la mia fidanzata mi chiede sempre più insistentemente se non sia il caso di provare a testare il nostro profondo amore anche nella sua dimensione fisica oltre che in quella spirituale, che riteniamo entrambi sia già abbondantemente collaudata.

Io non so davvero cosa fare; da un lato confesso che sono incuriosito – e non poco! – dal sesso e dai piaceri della carne, ma dall’altro lato ho il timore di commettere peccato mortale e di non poter ricevere redenzione per tale atto che considero impuro se perpetrato prima del matrimonio.

Mi piacerebbe ricevere il vostro consiglio su tale tema; vi prego di aiutarmi a sciogliere il dilemma. Grazie mille per quanto potrete fare per me!

Samuele

 

Carissimo Samuele,

rispondere alla tua domanda e sciogliere un dubbio così impegnativo non è certo cosa semplice e ti ringraziamo per aver posto proprio a noi un interrogativo così profondo, che ci consente di riflettere sul vero senso dell’amore, specie in un’epoca come la nostra nella quale ci sembra di aver perso quell’integrità e quella moralità nei rapporti che fino a qualche tempo fa invece ne denotava la qualità.

Possiamo partire dal presupposto di fondo, che è proprio della religione cattolica, secondo cui vi sarebbe un impedimento o una contrarietà ai rapporti carnali prima del matrimonio in considerazione della preminente necessità perseguita dalla Chiesa di “proteggere” l’amore nella sua unicità, nella sua forza totalizzante e soprattutto nella sua infinità terrena.

Alla luce di questo è evidente che dire “ti amo” a qualcuno implica una considerevole presa di coscienza per cui quel qualcuno farà parte della nostra vita non a tempo determinato, ma fino a che abiteremo questo mondo.

La morale cattolica statuisce l’appropriatezza dell’unione sessuale nel contesto matrimoniale perché intende il matrimonio come un progetto globale di vita a due, nel quale l’amore si esprime anche attraverso la sua dimensione fisica e mira alla ricerca della procreazione quale completamento dell’unione della coppia.

Posta questa doverosa premessa, possiamo anche dire però che se Sara è la donna che hai scelto perché ti accompagni nel tuo percorso di vita, e se tu e la tua amata siete dunque orientati nella direzione matrimoniale, l’eventuale bisogno di incontrarvi anche attraverso l’unione dei vostri corpi non può e non deve affatto essere considerato come impulso sessuale e basta.

Crediamo vivamente che il desiderio di Sara e l’interrogativo che ti pone circa l’opportunità di testarvi anche da un punto di vista fisico (tanto per usare le tue stesse parole) sia piuttosto da intendere come il bisogno di esprimere nel linguaggio del corpo quello che è e rimarrà sempre il più puro dei sentimenti, l’Amore; un sentimento peraltro che nel vostro caso non mi pare sia assolutamente in discussione e sia declinato nella maniera più pura stando a quello che ci racconti.

Con questo non vogliamo dire che devi necessariamente assecondare il desiderio espresso della tua amata; ma allo stesso tempo, ove decidessi di lasciarti andare, non crediamo che tu debba sentire di avere peccato per aver accettato di esprimere con i gesti ciò che nessuna parola sarebbe in grado di descrivere.

Buona fortuna!

Adam & Eva

 

Copyright foto: https://www.wakeupnews.eu/la-chiesa-e-il-sesso-si-agli-anticoncezionali-anzi-no-il-caso-youcat//

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