ATTUALITÀ

AMBIENTE E TERRITORIO. QUALE PATRIMONIO PER LE NUOVE GENERAZIONI?

È indiscutibile, la questione dell’emergenza ambientale nella nostra epoca ha assunto contorni di allarmante rilievo, sia per le problematiche che il progresso industriale e tecnologico ha portato con sé quale conseguenza di un apparente benessere diffuso e delle facilitazioni che da esso sono derivate, sia per la cattiva pratica tutta umana di non curarsi (e tanto è accaduto per troppi, troppi anni!) delle risorse di cui madre natura ci ha fatto dono, salvo poi rendersi conto, spesso con irrimediabile ritardo, dei danni cagionati dalle cattive abitudini.

La tematica ambientale, in termini di inquinamento del pianeta, è quanto mai attuale e coglie nel segno, se si considera quella che è la sua drammatica incidenza sul fattore salute.

A fronte delle pochissime cause di inquinamento naturale, quali ad esempio le emissioni di zolfo e anidride carbonica causate dalle eruzioni vulcaniche, sono invece innumerevoli quelle di matrice umana.

Si pensi ai processi industriali, alle emissioni conseguenti al traffico veicolare, alle sostanze immesse nell’aria nel processo di incenerimento dei rifiuti, ai riversamenti petroliferi nelle procedure di estrazione spesso realizzate non in totale sicurezza, all’abuso di componenti in plastica, all’utilizzo di fertilizzanti chimici in agricoltura, alle scorie nucleari e a tanti altri fattori di notevole impatto ambientale che sono ormai diffusi a livello globale e rispetto ai quali non risulta possibile tornare indietro.

Le conseguenze nefaste di tutto ciò hanno determinato l’insorgere di una nuova coscienza collettiva, quella secondo la quale il patrimonio naturale del pianeta non può più essere considerato soltanto come una risorsa da sfruttare, ma deve piuttosto essere inteso come un bene da tutelare e salvaguardare.

In tale ottica viene in rilievo la necessità di rivolgere la propria attenzione alla questione paesaggistica che è trasversale e si pone in stretta interconnessione con l’emergenza ambientale.

Così la tutela dell’ambiente non può prescindere dalla tutela del paesaggio e viceversa; e la necessità di conferire limiti all’azione umana, ovvero di individuare politiche attive finalizzate alla valorizzazione paesistica, ha trovato via via una sempre più dettagliata regolamentazione anche a livello normativo.

Ma è evidente che in un’epoca come la nostra non si può più continuare a pensare al paesaggio come a qualcosa di statico ed immutabile, ed anzi al contrario diventa assolutamente indispensabile ragionare in termini di integrazione e di trasformazione del territorio, al fine di individuare soluzioni utili alla protezione del patrimonio ambientale pur nella mutevolezza connessa allo sviluppo industriale, agricolo e turistico del Paese.

Lo stesso FAI (il Fondo Ambientale Italiano), fondazione senza scopo di lucro che dal 1975 difende e tutela il patrimonio artistico, storico e naturalistico italiano, concorda sulla necessità di rifuggire modelli di tutela che riducano il territorio all’immobilità, creando mere riserve museali a cielo aperto, ed è attivamente impegnato nella individuazione delle strategie più idonee non solo a difendere il territorio, ma anche a valorizzarne le bellezze in chiave dinamica, al fine di dare concreta attuazione ad uno dei principi più importanti e lungimiranti della nostra Costituzione, che all’art. 9 stabilisce: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, dovendosi intendere ricompresa, oggi, nella nozione di patrimonio storico ed artistico, inevitabilmente, anche la questione ambientale che nel corso degli ultimi decenni ha via via assunto un ruolo preminente.

E allora la tutela del paesaggio, intesa anche come sensibilità alla questione ambientale, può essere utilmente perseguita attraverso l’educazione alla conoscenza ed all’amore dei nostri luoghi, presupposto essenziale per comprendere che su tali luoghi si deve vigilare e che di essi bisogna imparare a prendersi cura.

Perché se ci riflettiamo bene, il patrimonio storico, artistico ed ambientale del nostro Paese, così come quello del pianeta in generale, è qualcosa che non appartiene solo a noi; esso è un bene di tutti e come tale va trattato, preservandone il valore da perdite senza ritorno, nella consapevolezza che ciò che è perduto, è perduto e che abbiamo il dovere di dare il buon esempio alle generazioni che ci succederanno e consegnare loro le chiavi di un mondo più sano e più pulito.

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