CULTURA

HEMINGWAY E IL TEMA DEL VIAGGIO, UN IDILLIO SENZA TEMPO

Le opere di Hemingway non hanno tempo, per questo le definiamo classici. Come non hanno tempo le descrizioni dei suoi molteplici viaggi, osservazioni acute e schiette che Hemingway ci ha regalato. Giornalista e scrittore, Hemingway ha influenzato tantissimo sia il mondo del giornalismo sia la letteratura di tutto il ‘900, creando uno stile nuovo che fonde realismo e lirismo in maniera concreta e disarmante.

Nato il 21 luglio del 1899, Ernest Hemingway fu un uomo turbolento, proprio come la sua vita in continuo movimento, proprio come una Festa Mobile, come Gertrude Stein amava definire la Parigi degli anni ’20 e come il romanzo di Hemingway che ci racconta, appunto, della sua vita a Parigi in quegli anni. Uomo d’azione e capace di forti prese di posizione politiche, cosa rara in quegli anni, visse a pieno tutto ciò che la carriera giornalistica poteva offrirgli. Dai viaggi alle corrispondenze, dai circoli letterari ai caffè in giro per il mondo, dall’Italia a Cuba.

I luoghi del cuore di Hemingway li abbiamo conosciuti tutti tramite le sue parole, Parigi, Pamplona, Cuba, sono immagini dinamiche nei suoi romanzi e nei suoi racconti, così come l’Africa, terra nera e dimenticata che Hemingway però non abbandonerà mai. Un uomo di mondo, lo definiremo oggi, e infatti egli incarna proprio il prototipo dello scrittore e viaggiatore moderno. Colui che racconta ciò che vede con l’occhio del cronista e il cuore del poeta. Uno scrittore che riesce a carpire ogni singola sfumatura dei luoghi visitati e delle esperienze vissute, degli amori mai banali e delle sbronze senza eguali.

Ma, proprio attraverso il simbolo e l’azione del viaggio che Hemingway ripercorre in tutti i suoi scritti, riusciamo a capire quanto queste esperienze intorno al mondo abbiano permesso allo scrittore di evolversi, conoscere e sperimentare nuove forme di scrittura e letteratura. Proprio grazie al viaggio, Hemingway diviene simbolo dello scrittore senza meta, un’anima in pena che trova pace solamente nel confronto con l’altro, il diverso, qualcuno che ancora non conosciamo.

Leggere Hemingway in questi tempi bui è un atto di coraggio e, soprattutto, una dimostrazione di volontà, di presa di coscienza e apertura verso il prossimo e la cultura. L’esperienza che regalano i romanzi di Hemingway è incredibilmente varia, gentile e brutale, e vanno letti d’un fiato, proprio come se noi fossimo in viaggio con lui per un safari in Africa oppure in mezzo ai tori a Pamplona. Perché Accorgersi che si era capaci di inventare qualcosa; di creare con abbastanza verità da esser contenti di leggere ciò che si era creato; e di farlo ogni giorno che si lavorava, era qualcosa che procurava una gioia maggiore di quante ne avessi mai conosciute. Oltre a questo, nulla importava”. Una vera e propria dichiarazione poetica che Hemingway lascia ai suoi lettori, dopo aver regalato tanto ed essersi donato e messo a nudo nei suoi scritti, ci rimane la volontà di essere come lui, di viaggiare scoprire e di guardare il mondo con occhio imparziale e malinconico, proprio come faceva Ernest. 

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