CULTURA

METISARTE – GIORGIO VASARI ”SI RACCONTA” NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO

Deve la storia essere veramente lo specchio della vita umana, non per narrare asciuttamente i casi occorsi a un principe o a una repubblica, ma per avvertire i consigli, i partiti ed i maneggi degli uomini, cagione poi delle felici od infelici azioni.
E questa che segue è la mia.
Il mio nome fu Giorgio Vasari e nacqui da Antonio Vasari e Maddalena Tacci il 30 Luglio del 1511 ad Arezzo, terra natale di un grande poeta Francesco Petrarca, conosciuta oggi  come la Città dell’Oro.
Proprio qui mossi i miei primi passi da pittore, per poi  trasferirmi nella magnificenza fiorentina lì dove ebbi modo di incontrare il grande Michelangelo ma anche Andrea del Sarto e Baccio Bandinelli. Incontri fondamentali per la mia crescita artistica perché da loro appresi la perizia disegnativa e la capacità di composizione prospettica.
Fui anche un notevole architetto ma passai alla storia come primo vero storiografo e critico d’arte  ( nel senso moderno del termine) del Rinascimento italiano.
Non mi limitai a descrivere le biografie degli artisti del mio tempo; fondai anche un’Accademia delle arti e del  disegno basata sul principio che lo studio del disegno è la base per tutte le arti.
Non fui sempre magnanimo nel descrivere i lavori altrui. Spinto dall’amore per l’arte e dalle mie visioni manieriste, non risparmiai critiche per le opere di alcuni artisti come Pinturicchio, sempre too much nella rappresentazione di ornamenti e preziosità.

Numerosi furono i viaggi che intrapresi tra Roma, Firenze, Arezzo e Venezia dipingendo diverse opere e intensificando sempre più la mia produzione di pale d’altare. Ad Arezzo mi dedicai alla decorazione della mia personale abitazione, trasformata oggi in un museo.

Nel 1550 uscì la prima edizione dell’opera a cui è più legata la mia fama – le Vite de’ più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri – in cui riordino tutto il materiale raccolto dal 1540 sulla vita e sulle opere degli artisti da Cimabue in poi.

Essa rappresenta il primo esempio grandioso di moderna storiografia. 

Probabilmente molti non sanno che contribuii persino alla costruzione degli Uffizi a Firenze su richiesta di Cosimo I de’ Medici e alla ristrutturazione di Palazzo Vecchio.

Nel 1568, intanto, portai a compimento la seconda stesura delle Vite, che rispetto all’edizione d’esordio, la successiva presenta l’aggiunta di numerose integrazioni e correzioni sia sotto il profilo stilistico che critico.

Con le sue 18 edizioni italiane e 8 traduzioni straniere, il libro riscosse un grande successo nella sua nuova veste arrivando a rappresentare una pietra miliare della storiografia artistica: un punto di riferimento ancora oggi fondamentale per lo studio della vita e delle opere degli oltre 160 artisti che vi sono descritti.

 

 

 

@copyright foto copertina:

https://cinemailportico.wordpress.com/2018/05/21/26-27-giugno-le-memorie-di-giorgio-vasari/

 

 

 

 

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