CULTURA

L’IMPERITURA ANITA GARIBALDI, EROINA DEI DUE MONDI

Infaticabile, impavida, combattiva, Anita Garibaldi, compagna dell’eroe romantico per eccellenza, fu una donna di particolare calibro ed interesse storico, non sminuito dalla sua prematura scomparsa, occorsa all’età di soli 28 anni.

Nacque nel 1821 Ana Maria Ribeiro da Silva (questo era il suo nome prima che diventasse Anita Garibaldi), nella provincia del Rio Grande do Sul, vicino a Laguna, località nell’estremo sud del Brasile; era la terza di dieci figli, povera e poco più che analfabeta, ma era anche dotata di un particolare intuito e di una forte tempra, la stessa che le consentì – dopo l’incontro fatale con Giuseppe Garibaldi ed il colpo di fulmine che ne scaturì – di seguire il rivoluzionario in ogni sua missione, combattendo in prima linea e sempre al fianco del suo amato nella “rivoluzione degli straccioni”, durante l’assedio di Montevideo e successivamente, una volta giunti in Europa, nelle campagne italiane lottando per l’indipendenza.

Volendola definire con un solo aggettivo, Anita Garibaldi merita senza dubbio quello di anticonformista; una figura di grandissimo valore, al punto da entrare nel novero delle figure del Risorgimento italiano.

D’altronde, la stessa morte di Anita, occorsa all’esito della ritirata da Roma, dopo la resa dei repubblicani, avvenne nel corso di una fuga a cavallo intrapresa dalla donna, al seguito di Garibaldi, nel tentativo di fare rientro a Nizza, dove aveva lasciato i figli con la nonna paterna, ed occorse in circostanze – quali, tra le altre, lo stesso stato di gravidanza della giovane che intraprese la fuga incinta di quattro mesi – che contribuiscono a caratterizzarne la figura come quella di una delle più coraggiose guerriere della storia moderna.

Anita morì in un paesaggio assai simile a quello dal quale proveniva, nella laguna del ravennate, presso la Fattoria Guiccioli a Mandriole, ove trovò rifugio insieme al suo Josè, pochi giorni dopo la caduta della Repubblica Romana. Fu qui che la donna spirò il 4 agosto del 1849, stremata dalla malattia e dalle fatiche della fuga, tra le braccia del suo unico e grande amore.

Nello scrutinio della vita di colei che viene definita l’eroina dei due mondi, molto difficile risulta discernere la storia dalla leggenda, ma quel che è certo è che nella sua pur breve, brevissima esistenza su questa terra, Anita Garibaldi conobbe i sentimenti più forti e più autentici, gli stessi che la condussero alle scelte più estreme e sino alla morte, ma che ne caratterizzarono la personalità decisa.

Ogni anno nell’aia della Fattoria Guiccioli il 4 agosto si celebra una cerimonia solenne in memoria della sua morte, per rendere onore a quella donna tanto amata da tutti coloro che ne incrociarono il cammino.

Ci piace ricordarla con le parole di chi più di chiunque altro la conobbe nel profondo, Giuseppe Garibaldi, che nel vederla giungere a Roma, alla vigilia o quasi della disfatta della Repubblica Romana, esclamò: “Questa è Anita, ora avremo un soldato in più!”

Copyright foto: https//:www.myravenna.it/2018/12/04/la-morte-di-anita-garibaldi/

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