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CASA, DOLCE CASA. VIVERE IN UNA ECOHOUSE, INTERVISTA A MARILISA MARRANZINI E ENZO RUBINO

Nel mondo esiste sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole.

Paulo Coelho

Ed è proprio in una soleggiata giornata di fine estate che Enzo e Marilisa mi hanno aperto le porte del loro mondo, invitandomi nella loro casa e donandomi un percorso sensoriale alla scoperta dell’insolito.

Entrare in quel luogo che riusciva al contempo ad essere semplice e ricercato è stato come varcare i confini di una dimensione parallela. Il profumo avvolgente delle note calde del legno, la quasi totale impercettibilità dei suoni esterni, la temperatura e la luminosità dell’ambiente domestico a dir poco perfette, la vista incantevole sulla campagna pisticcese; quella casa era ai miei occhi, evidentemente, lo specchio di due corpi, due figure, ma una sola anima.

Così, sorseggiando uno squisito succo di ciliegie ed amarene fatto con sapienti mani, abbiamo chiacchierato a lungo sulla loro scelta di vivere il presente e – perchè no?! – progettare anche un pò il futuro nel maggiore rispetto possibile di tutto ciò che li circonda. Costruire ed abitare in una ecohouse in mezzo al verde; è questo il loro modo di affermare il comune impegno a tutela dell’ambiente ed il loro amore per la natura, una scelta che non esaudisce, però, semplicemente il desiderio estemporaneo di avere una bella casa con un bel giardino, ma che piuttosto rappresenta un modello di vita che accompagna Enzo e Marilisa anche nel quotidiano, nelle abitudini ordinarie, nei gesti più piccoli, quelli che a lungo andare possono davvero fare la differenza.

Con Enzo Rubino e Marilisa Marranzini abbiamo deciso di parlare di futuro e di prospettive e li ringraziamo per aver voluto condividere con i lettori di MetisMagazine il loro pensiero, specie in un momento così importante della loro vita di coppia, nel quale hanno deciso di donare la vita ed il loro impegno è ancor più prezioso.

Marilisa ed Enzo, buongiorno e grazie per aver accettato di rilasciare un’intervista a MetisMagazine. Conosciamoci un pò! Marilisa ci racconti qualcosa di Enzo?

Enzo è energia pura, instancabile e positiva. E’ una persona molto socievole che riesce a far sentire chiunque a proprio agio. E’ determinato e pieno di interessi. Un vulcano insomma!

Enzo tocca a te controbattere. Chi è Marilisa?

Chi è Marilisa? Innanzitutto colei che ha conquistato il mio cuore! Il suo essere autentica, dolce e amante dell’ambiente mi ha travolto con un vero e proprio colpo di fulmine. Una ragazza di valore, e di valori, in tutti i sensi.

Come è nata la vostra idea di realizzare una eco-house?

L’idea è partita da Enzo. Già vivevamo in campagna, in una casetta antica “tradizionale” e avendo la possibilità di costruire e progettare la nostra nuova casa, Enzo mi ha proposto di prendere in considerazione la bioedilizia. Io sapevo dell’esistenza di queste case “green” ma non avevo mai considerato concretamente la possibilità di viverci. Mi è bastato davvero poco per convincermi ed innamorarmi dell’idea.

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Quali materiali avete utilizzato, come li avete reperiti e quali sono state le maggiori difficoltà nella realizzazione del progetto?

La scelta della tecnica costruttiva e dei materiali da usare è stata la parte più lunga del progetto. E’ durata circa due anni durante i quali abbiamo studiato e siamo andati a Bolzano alla fiera della Bioedilizia “Klimahouse” dove abbiamo potuto toccare con mano i materiali e preso contatto con diverse aziende specializzate nel settore. Alla fine abbiamo scelto la tecnica costruttiva chiamata x-lam ed il legno proviene dall’Austria, da foreste certificate. Ci siamo affidati ad una ditta che prevedeva il pacchetto “chiavi in mano”: un unico interlocutore che si è occupato di tutto, dal progetto alla scelta delle maestranze. Questa opzione è quella più diffusa per questo genere di costruzione. Non abbiamo riscontrato grosse difficoltà, ormai in rete si trovano tutte le informazioni disponibili.

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Vivere in una eco house comporta la necessità di rinunciare ai confòrt tipici di una casa tradizionale o consente di averne di maggiori? Quali sono le differenze?

Molte persone, quando si parla di casa prefabbricata in legno immaginano un “bungalow” stile campeggio. In realtà si tratta di case dotate di ogni tipo di confòrt. Avendo vissuto entrambi in una casa “tradizionale” abbiamo potuto constatare che il confòrt aumenta: dall’isolamento termico che permette di ottenere facilmente una casa in classe A+ e superiori, alla qualità dell’aria che si respira. In una ecohouse è possibile avere e aumentare tutte le comodità di una casa tradizionale. Inoltre la bioedilizia permette di progettare case dalle forme e dimensioni più disparate, per tutti i tipi di esigenze. E poi il profumo di legno che si sente entrando in casa è impagabile!

Avete altre abitudini green? Seguite uno stile di vita particolare?

Dove possiamo stiamo attenti a produrre meno rifiuti possibili, scegliendo prodotti sfusi, dai cibi ai prodotti per la casa e per l’igiene personale. Qui detersivi e saponi sono tutti biodegradabili, siamo attenti a riciclare correttamente i rifiuti. Tutte operazioni che diventano un’abitudine che non costa nulla. Abbiamo piantato il nostro piccolo orticello, ma per la spesa preferiamo prodotti della zona presi, quando possibile, direttamente dal produttore. Il discorso è sempre lo stesso: il singolo non può fare la differenza ma se tutti ci impegniamo il risultato è globale.

Un consiglio ai lettori, perchè costruire una ecohouse?

Le ecohouse sono il futuro e nascono dalla volontà di impattare il meno possibile sul nostro pianeta. Si riesce ad avere una casa che consuma meno dal punto di vista energetico e questo fa bene sia al pianeta che al portafogli poichè i costi calano notevolmente. Inoltre vantaggio non da meno sono i tempi di costruzione: dopo 9 mesi dall’inizio dei lavori siamo entrati in una casa completamente abitabile. Lo scheletro in legno della casa è stato tirato su in 5 giorni poiché le pareti ed il tetto arrivano già sagomati. Questa è stata la fase più breve ma anche la più emozionante da seguire.

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Come sperate che sia il nostro pianeta tra 100 anni?

La speranza è quella di un pianeta più rispettato, dove si riesca a vivere in armonia con la natura. Questo concetto sembra semplice ma al giorno d’oggi il contatto con la natura si è completamente perso. Il nostro pianeta è vivo e va curato e preservato perché è la nostra prima casa. Ritrovato il rapporto con la natura sarà anche più facile riuscire a rispettarla.

Grazie, Marilisa e Enzo, per aver condiviso con noi ed i nostri lettori un pezzettino della Vostra vita!

Grazie a Voi.

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