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DA LOSER A WINNER: STORIE DIVENTATE DI SUCCESSO

“È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto. In quel caso, avrete fallito in partenza.”
J. K. Rowling

Il fallimento non è che un deterrente per smettere di perseguire i propri obiettivi, ma può anche essere una spinta propulsiva per non smettere di fare sempre un nuovo tentativo. È quello che hanno fatto i protagonisti delle storie raccontate di seguito, non hanno mai smesso di credere ai propri progetti.


Thomas Edison

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Prima di inventare la lampadina fece innumerevoli tentativi, apparentemente senza successo. Ma non si scoraggiò mai, Thomas Edison aveva un approccio mentale fuori dal comune. Non parlò mai di fallimenti, ma solo di tentativi, ed è stata proprio questa la sua carta vincente.

Dopo aver lasciato la scuola a 10 anni, con il supporto della madre, continuò a studiare da autodidatta, raggiungendo ottimi risultati grazie al suo approccio dinamico, curioso e autonomo.

A soli dodici anni ottenne il primo lavoro come venditore di giornali a bordo del treno della Grand Trunk Railroad che collegava Port Huron a Detroit. In quest’occasione Edison mostrò uno spiccato talento per gli affari e una forte ambizione. Basti pensare che in un piccolo scompartimento creò la stamperia per il The Weekly Herald, il primo periodico stampato su un treno, e in seguito un piccolo laboratorio chimico. Esperimento che mandò letteralmente in fumo il suo lavoro, poiché a causa di un incendio all’interno del vagone venne licenziato.

Non perdendosi mai d’animo nel 1864 Edison ideò il Telegrafo Duplex, invenzione che permetteva di inviare contemporaneamente su uno stesso filo comunicazioni nei due sensi e dieci anni dopo introdusse la telegrafia quadruplex che permetteva la trasmissione simultanea di due messaggi in ciascuno dei due sensi.

Pochi anni dopo, nel 1879, arriva il brevetto che lo rese famoso: la lampadina elettrica a incandescenza. L’idea originale della lampadina a incandescenza non era stata di Thomas Edison, ma si deve alla sua caparbietà e al perfezionamento dei primi prototipi, la possibilità di rendere la lampadina a incandescenza fruibile e commercializzabile dalla popolazione.


Brandon Stanton

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Da trader finanziario a fotografo di successo, è la storia di Brandon Stanton. Dopo aver perso il lavoro nel 2010 si trova tra le mani solo la sua Canon EOS 7D e decide di avviare il suo personale progetto: realizzare 10.000 ritratti di passanti nei sobborghi di New York per poi inserirli in una mappa interattiva. Qui comincia la storia di Humans of New York. Ciò che realmente il fotografo amatoriale fa è raccontare delle storie, quelle dei passanti che incontra e indirettamente quelle delle realtà delle periferie newyorkesi, e lo fa inserendo come didascalia ai suoi scatti stralci di conversazioni avute con i soggetti delle sue foto.

Il seguito sui suoi canali social, e sul suo blog, conta numeri considerevoli, tanto che Brandon decide di mettere a supporto di cause sociali e disastri ambientali, l’interesse da parte della rete nei confronti dei suoi scatti.

La prima azione concreta si ha, quando l’uragano Sandy si abbatte sulle isole dei Caraibi e su parte della costa atlantica degli Stati Uniti. In quei giorni il fotografo visita le zone più colpite di New York, dove ha modo di immortalare il dramma dei residenti e i soccorsi dei volontari. Grazie all’avvio di una collaborazione con il fondatore di Tumblr, David Karp, decide di lanciare su Indiegogo una raccolta fondi per le popolazioni colpite dal cataclisma. Fino ad arrivare all’incontro nello Studio Ovale con l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dopo aver avviato una campagna per consentire agli studenti del distretto di Brownsville, Brooklyn, di visitare l’Università di Harvard.


J.K. Rowling

j k rowling

Anche la vita dell’ autrice della saga letteraria di Harry Potter ha dovuto affrontare diverse sfide e qualche fallimento prima di diventare J.K. Rowling.

Dopo aver cambiato diversi lavori e città, e nonostante fosse sul lastrico dal punto di vista economico, continuò imperterrita a lavorare al suo manoscritto, traendo spunto dagli ambienti circostanti e dai paesaggi delle città in cui viveva.

Non smise mai di credere nel suo sogno, non immaginando che successivamente Harry Potter sarebbe diventato il fenomeno letterario degli ultimi dieci anni. Ma prima di raggiungere questo risultato, il primo volume della saga “Harry Potter e la pietra filosofale” fu rifiutato da ben 12 case editrici, fu pubblicato dalla Bloomsbury, una piccola casa editrice poco conosciuta che stampò le prime mille copie dell’opera.

L’opera in poco tempo ottenne molti riconoscimenti, un anno dopo la prima pubblicazione, attirò l’attenzione di una casa editrice americana, la Scholastic Inc., che acquistò i diritti per pubblicare negli Stati Uniti “Harry Potter e la pietra filosofale” per 105 mila dollari.

«Il fallimento è parte integrante del successo, proprio come cadere è parte integrante dell’imparare a camminare quando si è piccoli. Tutti falliamo prima di ottenere grandi risultati nella vita.»

Dal discorso di fine anno, che J.K Rowling tenne ai laureandi dell’Università di Harvard nel 2008.


Copyright foto: copertina, 1, 2,

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