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MICHAEL SCHUMACHER: RITRATTO DI UNO SPORTIVO

Lo hanno definito antipatico, freddo e presuntuoso. Ma, in pista, lui era semplicemente il migliore. Michael Schumacher, uno dei più grandi automobilisti sportivi di tutti i tempi, si è distinto nel corso della sua brillante carriera sportiva per aver registrato gran parte dei record della Formula 1 (maggior numero di Gran Premi vinti, di giri veloci in gara e di hat trick) e soprattutto per essere stato il Kaiser, l’imperatore della Ferrari, riportandola alla vittoria dopo numerosi anni di digiuno.

Schumacher nasce il 3 gennaio 1969 nella Renania Settentrionale-Vestfalia nella periferia Sud Ovest di Colonia, da una famiglia di origini modeste. Ha solo quattro anni quando sul circuito di Kerpen, gestito dal padre, sale su un kart. Una passione che finisce per coinvolgere l’intera famiglia: il padre, infatti, sfrutta la sua abilità meccanica per riparare non solo il mezzo del piccolo Michael ma anche gli altri go-kart che viaggiano sulla pista locale.

Negli anni seguenti il suo talento non rimane inosservato e l’enfant prodige, viene notato da Jürgen Dilk, un imprenditore della zona, che decide di aiutarlo economicamente.

E così arrivano i primi successi: Michael vince il titolo junior tedesco e il campionato europeo a Göteborg, in Svezia.

Nel 1988 passa dai kart alle monoposto delle classi superiori. Partecipa al Campionato tedesco di Formula Ford e a quello europeo classificandosi rispettivamente sesto e secondo, gareggia in Formula Konig grazie all’aiuto di Gustav Hoecker, concessionario del marchio Lamborghini.

Michael Schumacher promette bene, tutti ne ammirano le capacità. Non può fermarsi. No. Non ora. Arriva un’altra figura in suo aiuto quella di proprietario di un team, un tale Willi Weber,che decide di fargli siglare un contratto biennale per gareggiare in Formula 3. Compete con alcuni piloti come Heinz-Harald Frentzen e Karl Wendlinger, che diventeranno presto nomi della F1, classificandosi secondo il primo anno e vincendo il titolo l’anno successivo. Verso la fine della stagione, siglò un contratto con la Mercedes – team juniores – sotto la direzione di Peter Sauber.

La fortuna bussa alla sua porta nel 1991, quando il pilota ufficiale della Jordan, Bertrand Gachot, finisce in carcere. Il team irlandese propone un accordo provvisorio a Schumacher dopo aver effettuato su di lui dei test. Un debutto brillante a Spa in Belgio poi, a fine stagione, l’approdo al volante di una Benetton nel team di Flavio Briatore dove vincerà la sua prima gara.

Campione del mondo nel 1994. Nel 1995, sempre alla guida della sua Benetton-Ford, Schumacher vince nove Gran Premi, conquistando per la seconda volta il titolo mondiale.

 

La sua più grande sfida è nel 1996 con l’approdo a Maranello, nelle scuderie Ferrari. Una sfida che ha superato brillantemente diventando l’erede di Ayrton Senna e riuscendo a conquistare cinque titoli di seguito dal 2000 al 2005. L’abbandono della F1 nel 2006, il rientro nel 2010 nel team Mercedes fino a quel terribile incidente, avvenuto come uno scherzo del destino, sulle piste di sci a Maribel, sulle Alpi francesi, il 29 dicembre 2013.

Due operazioni delicate, gravi danni cerebrali riportati, Michael Schumacher si risveglia dal coma, un anno dopo, nel giugno del 2014.  Sul suo stato di salute la famiglia ha chiesto fin da subito il massimo riserbo. E mentre Schumacher combatte per la vita nella sua gara più importante di sempre, suo figlio Mick, il 19 gennaio 2019 fa il suo ingresso nella Ferrari Driver Academy.

La storia si ripete.

 

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