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STEVE JOBS: L’ICONA POP DELLA TECNOLOGIA

Nato a San Francisco, in California, da Joanne Carole Schlieble e Abdulfattah John Jandali, giovani studenti universitari, viene subito dato in adozione a Paul e Clara Jobs, residenti a Mountain View in California.  La madre biologica, prima di affidarlo alle cure della famiglia Jobs, ebbe un’unica richiesta per lei fondamentale: Steve sarebbe dovuto andare al college.

Già da bambino dimostra una passione per la meccanica e l’elettronica. Nonostante le sue difficoltà di apprendimento, si diploma nel 1972 alla Homestead High School di Cupertino. Per esaudire i desideri dei genitori, si iscrive al Reed College in Oregon.

Gli esordi

Dopo solo un semestre però Steve si rende conto la maggior parte delle materie studiate all’università non sono di suo interesse. Decide di lasciare il college per dedicarsi esclusivamente allo studio dei corsi di suo interesse, come quello di calligrafia, dove impara tutto su scrittura, lettere e caratteri. Conoscenze che gli tornano utili in fase di progettazione e definizione delle capacità tipografiche del Macintosh, il primo computer accessibile a chiunque e non solo a tecnici con conoscenze informatiche elevate.

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Nel 1976 Steve Jobs, a soli 21 anni, insieme ai due suoi soci Steve Wozniak e Ronald Wayne, fonda Apple, una delle prime società della Silicon Valley nate nel garage dei loro fondatori. È infatti nella casa di Jobs che vengono progettati i primi prodotti.

Wayne decise di vendere la propria quota di Apple appena la Mela incassò la prima commessa pochi mesi dopo la fondazione. Fu il lavoro congiunto dei due Steve a portare l’azienda ai vertici in pochissimi anni, in soli dieci anni la società raggiunge 2 miliardi di dollari di fatturato e 4mila dipendenti. Wozniak è la mente tecnologica, Jobs è un visionario, diventa il volto pubblico della società.

Il primo Macintosh

Il primo Macintosh che la Apple lancia sul mercato è innovativo, ma non è un successo commerciale. Jobs viene estromesso dalla sua stessa creatura, e prima di rientrarci come CEO nel 1997, fonda  la NeXT Computer, una piattaforma informatica specializzata nel settore dell’istruzione superiore e dei mercati commerciali. Contemporaneamente acquista la Pixar, casa di produzione cinematografica.

Nel 1995 la Pixar riesce, finalmente,  a sfondare con il film Toy Story e nel 1996 la Apple Computer contatta Steve Jobs per superare un momento di crisi. Steve rientra in azienda e la NeXT viene assorbita da Apple, dedicandosi allo sviluppo del nuovo sistema operativo. L’anno successivo torna ad occupare la carica di CEO.

Finalmente Apple

Dal rientro di Jobs alla Apple, inizia la vera e propria rivoluzione tecnologica: viene lanciato l’iMac, e a seguire l’iPod, l’iPad e l’apertura del primo negozio a marchio Apple, l’Apple Store. Infine arriva l’iPhone, che diventa un vero e proprio cult della telefonia.

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Con il suo carisma Jobs è diventato, negli anni, una vera e propria icona pop, un modello a cui ispirarsi. “Siate affamati e folli” è probabilmente la sua frase più famosa. Rivolta agli studenti dell’Università di Stanford nel 2005 in occasione della consegna delle lauree, è divenuta negli anni una delle frasi più inflazionate e utilizzate all’interno di spot pubblicitari e articoli di giornali.

L’amministratore delegato della Apple, scopre nel 2004 di avere una rarissima forma di cancro al pancreas, ma decide di rimanere a capo dell’azienda fino alla fine. Muore il 5 ottobre 2011 e passa il testimone a Tim Cook, suo successore sulla poltrona di amministratore delegato.


Copyright: copertina, 1, 2

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