CULTURA

CITAZIONI STORICHE FAMOSE E…INESATTE!

Le troviamo trascritte sui social network, a volte sui muri, una volta nei diari del liceo e di sicuro ancora dentro i Baci Perugina: le citazioni, croce e delizia da reminiscenze scolastiche e da ricerche per temi su internet.

Eppure…alcune delle frasi più conosciute e riportate, di quelle che citiamo da anni credendo che siano state pronunciate da determinati personaggi storici ma sono in realtà decisamente delle false attribuzioni!

Oggi raggiungeremo la fonte esatta, perciò, di un nugolo di queste citazioni famose affibbiate fino ad ora a voci sbagliate, delle piccole bugie storiche date per vere da sfatare per futuri inesatti virgolettati.

 

  • <<Lazzaro, alzati e cammina!>> (GesùPartiamo da una delle esortazioni religiose più citate della Storia. In realtà Gesù, nell’episodio di Lazzaro morto e sepolto in una grotta, pronuncia queste parole: «Lazzaro, vieni fuori!» (Vangelo secondo Giovanni (11, 43)). La frase viene spesso confusa con «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina!», esortazione che il Nazzareno pronuncia verso un uomo malato da trentotto anni in un altro episodio del Vangelo di Giovanni (5, 8).

 

  • <<Tutto scorre>> (EraclitoUna delle citazioni che più si ricordano del primo anno di filosofia è, in realtà, non attribuibile direttamente ai frammenti che ci sono giunti di Eraclito.                              Si tratta piuttosto di una formula con la quale si è voluto condensare il pensiero della sua filosofia del perenne divenire dovuta forse a Platone che, nel suo Cratilo, scrive: «Dice Eraclito “che tutto si muove e nulla sta fermo” e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che “non potresti entrare due volte nello stesso fiume”». Il riferimento è al frammento 91DK, dove si può constatare che l’espressione “Tutto scorre” non è presente anche se il divenire è comunque simboleggiato dallo scorrere dell’acqua nel fiume, che rende impossibile bagnarsi nella stessa acqua più di una volta.

 

  • <<Conosci te stesso>> Una delle massime fondamentali della filosofia è stata attribuita a Talete (secondo Diogene Laerzio in Vite dei filosofi), Solone, Femonoe e Chilone (come affermato da Antistene di Rodi nelle Successioni dei filosofi) e all’oracolo di Apollo, persino a Socrate, vissuto però in un periodo storico successivo.                                                    Prendendo a riferimento Platone nel Protagora, Marco Tullio Cicerone nel De oratore e Senofonte nei Detti memorabili di Socrate, Pausania e Plutarco, un giorno i sette savi si sarebbero riuniti a Delfi e avrebbero scritto a lettere d’oro nel tempio di Apollo un motto: Γνω̃θι σαυτόν (Conosci te stesso). Tale frase, però, secondo Giuseppe Fumagalli, faceva parte di due versi che indicavano le norme etiche da rispettare nel tempio di Apollo per invitare  semplicemente i visitatori a chiarirsi bene le idee sulla domanda da porre all’oracolo prima di interrogarlo.

 

  • <<Tu quoque, Brute, fili mi!>> Le ultime parole attribuite a Giulio Cesare mentre riconosceva tra i congiurati che lo assassinavano l’amato figlio Marco Giunio Bruto sono in realtà una resa poetica del racconto dello storico greco Cassio Dione: (kai sü, teknon?” “anche tu, figlio?”), Svetonio invece racconta che Cesare, morendo, non disse proprio niente  (“Un solo gemito al primo colpo, senza una parola”).

 

  • <<Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.>> (Charles DarwinIn generale si ritiene che questa citazione sia tratta dal libro L’origine della specie. In realtà lo storico John van Wyhe ha evidenziato che tale riflessione non è presente in nessun scritto di Darwin. Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della California Academy of Sciences ma, dopo gli studi di van Wyhe, il nome di Darwin è stato rimosso. La falsa attribuzione si pensa sia dovuta al testo Key to Competition is Management (1964) dove il saggista Leon C. Megginson aveva scritto «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell’ambiente in cui si trova. […] così dice Charles Darwin nel suo Origine delle specie.» («It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself. […] so says Charles Darwin in his “Origin of Species”.»)

 

  •  <<Eppur si muove!>>  (Galileo GalileiLa frase (con le varianti “E pur si muove” e “E pur si move”) non è stata pronunciata,secondo gli atti,  da Galileo Galilei davanti al tribunale dell’Inquisizione ma è stato lo scrittore Giuseppe Baretti ad attribuirgliela, forse per difendere l’onore dello scienziato costretto all’abiura.

 

  • <<Il fine giustifica i mezzi>> (Niccolò MachiavelliQuesta frase in realtà non è stata scritta nel Principe, piuttosto è da considerarla una semplificazione riassuntiva dell’idea che stava formulando Machiavelli sull’atteggiamento pratico ed utilitaristico che avrebbe dovuto assumere un Principe. «Nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi … si guarda al fine … I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati».

 

  • <<Se non hanno pane, che mangino brioche!>> (Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVILa regina di Francia non ha di certo mai pronunciato queste insensibili parole sul popolo affamato, è stata la storiografia successiva ad averla dipinta così malignamente, attribuendole questa citazione che l’illuminista Jean-Jacques Rousseau, nelle sue Confessioni, aveva attribuito invece a una non meglio precisata principessa attorno al 1741 (Maria Antonietta giunse in Francia solamente nel 1770, però!)

 

  • <<Un piccolo passo per l’Uomo, un grande passo per l’Umanità!>> (Neil ArmstrongArmstrong ha sostenuto per tutta la vita di aver pronunciato la frase: “One small step for a man, one giant leap for mankind” (cioè “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”), riferendo quell’articolo “un” a se stesso. Contro questa dichiarazione, i milioni di spettatori che,durante la diretta dello sbarco sulla Luna, invece hanno confermato di non aver mai sentito la pronuncia dell’articolo determinativo.                                                                                  Dimenticanze di Armstrong o interferenze nelle comunicazioni?

 

  • <<Elementare, Watson!>> (Sherlock HolmesLa frase diventata una sorta di marchio di fabbrica che tutti attribuiamo al detective è stata invece inventata dai posteri, forse durante le successive rese teatrali e cinematografiche dei romanzi originali ma di certo non compare nei testi di Conan Doyle, dove invece è avvenuto, in L’uomo deforme, uno scambio di battute in cui Watson esclama «Semplice!» e Sherlock risponde: «Elementare».

 

  • <<Io non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me.>> (Giorgio GaberNonostante lo stesso Gaber abbia sempre espressamente attribuito la citazione a Gian Piero Alloisio, si continua ad attribuire tenacemente al cantautore milanese questa riflessione. A ribadirlo è lo stesso Alloisio nel libro Il mio amico Giorgio Gaber: «Malgrado Gaber abbia rispettato il mio “diritto di proprietà intellettuale”, [la frase] quasi sempre è stata attribuita a lui. Perché? Perché funziona di più.»

 

 

Queste sono insomma solo alcune delle false citazioni storiche, ricercarne bene l’origine è un dovere nei confronti della verità storica nonostante, come direbbe Picasso, “I buoni artisti copiano,i grandi rubano!”. Rettifichiamo: come aveva affermato William Henry Davenport Adams nel 1892 e non Picasso dopo.

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