Caro John

COME AFFRONTARE LA SINDROME DEL NIDO VUOTO – I CONSIGLI DI JOHN

Caro John,

mi chiamo Vincenza ho 62 anni e sono rimasta vedova lo scorso anno.

I miei due figli hanno lasciato il paese diverso tempo fa, il primo per un importante lavoro manageriale in Florida, il secondo per un master in marketing a Bruxelles.

Da quando anche mio marito è scomparso, la casa non mi è mai parsa così grande e vuota, e anche io tendo a svuotarmi ogni giorno di più. Il fatto che io mi senta così sola mi porta a colmare questi vuoti compensandoli con il cibo e ogni cosa che possa portarmi alla distrazione.

La solitudine mi perseguita. Inizio a soffrire di ansia e a mangiare disordinatamente, scambiando il pranzo con la cena e la notte con il giorno. Come posso fare a superare questo momento?

Cara Vincenza,

l’insieme di questi pensieri circolari e sentimenti di nostalgia e di abbandono che sta provando in questo periodo della sua vita, fra la perdita di suo marito e l’allontanamento dei suoi figli, ha un nome: “Sindrome del nido vuoto”.

Inizio con dirle che è normale provare questo turbinio di emozioni e non deve di certo sentirsi in colpa per questo suo momentaneo abbattimento ma, al tempo stesso, le consiglio di non crogiolarsi smisuratamente dentro questo suo stato di immobilità.

Invece di concentrarsi sugli aspetti negativi del caso, cambi prospettiva e provi a pensare al benessere dei suoi figli perché se loro stanno bene, dovrebbe sentirsi bene anche lei.                                                                            Si scelga degli hobby che magari non ha avuto modo di coltivare fino ad ora come un corso di pittura, delle lezioni di pianoforte o magari un viaggio organizzato dove avrà persino modo di intessere nuove amicizie.

Faccia volontariato, si lasci coccolare da un film sul divano o sperimenti nuovi tagli arditi dal parrucchiere.

Si riempia! E anche la sua casa si riempirà.

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