ATTUALITÀ

INTERVISTA ALL’ AVV. VERONICA CASALNUOVO – CODICE ROSSO: LUCI E OMBRE DI UNA LEGGE

Il codice rosso, da poco approvato per la tutela delle vittime di violenza domestica e per contrastare quella di genere, ha già suscitato polemiche sulle problematiche di attuazione della stessa legge e notevoli dubbi. 

Cosa prevede e cosa cambia rispetto al passato in termini di protezione delle vittime?

Lo abbiamo chiesto all’avv. Veronica Casalnuovo, da anni impegnata in prima linea nella lotta alla discriminazione e alla violenza di genere, Commissaria del CPRO della Regione Basilicata e autrice del primo Dossier Codice Rosso ( La Tribuna ) pubblicato in Italia in commento alla Legge n. 69/2019, scritto a quattro mani con il Sostituto Procuratore Dr. Salvatore Colella. 

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Dr. Salvatore Colella, Avv. Veronica Casalnuovo

Avvocato, quali sono le novità introdotte dalla novella legislativa?

La legge riassunta nell’espressione “codice rosso” per la previsione di fatto di una sorta di bollino di precedenza, proprio come succede per le priorità al pronto soccorso, in tutte le indagini relative a casi violenza domestica o di genere va ad incidere sul codice di rito al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento penale; si tratta di modifiche il cui scopo è quello di stringere i tempi di reazione dell’ordinamento, soprattutto nella fase delle indagini preliminari, una accelerazione nell’adozione di provvedimenti di protezione delle vittime.

Le norme interessate dall’intervento legislativo sono quelle dei maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale, aggravata e di gruppo, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, atti persecutori e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, lesioni personali aggravate e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, tutte riconducibili nella più ampia sfera dei reati di violenza domestica o di genere.

La priorità nell’ascolto delle vittime di violenza sarà decisiva nel contrasto al fenomeno del femminicidio?

Il “Codice Rosso” non è passato indenne dalle critiche, si tratta di una legge più che perfettibile, si tratta della classica legge italiana a costo zero, senza investire nel sistema, senza investire nella pianta organica dei magistrati, senza investire nei centri antiviolenza e case di rifugio. L’articolo 21 della legge reca la clausola di invarianza finanziaria che considero il tallone d’Achille della nuova legge, le amministrazioni dovranno provvedere all’attuazione della legge con le risorse disponibili a legislazione vigente.

È  chiaro che il sistema è stato per così dire “affaticato” dal termine dei tre giorni, quello concesso al Pubblico Ministero per ascoltare il racconto della vittima, le Procure sono state intasate ed il rischio è quello di cadere nel tranello di denunce infondate e calunniose, la credibilità della persona offesa va verificata e confermata, alle volte anche con indagini tecniche molto lunghe. Il fatto poi di non aver previsto l’investimento di nuove risorse anche per i centri antiviolenza e le casa di rifugio è un vero e proprio vulnus della Legge, nel 53% dei casi le donne assassinate negli ultimi 10 anni avevano già sporto denuncia, per cui molte volte la denuncia si traduce in una condanna a morte se la donna è costretta a tornare sotto lo stesso tetto del suo aguzzino.

In definitiva questa legge serve?

Sicuramente il codice rosso presenta molteplici profili di criticità ma oggi un cittadino vittima di violenza e di reati di genere sa che in qualche modo l’ordinamento dà una risposta indicando un incremento del regime sanzionatorio e una serie di garanzie di tutela ulteriori.

Ho scritto questo testo, il commento al Codice Rosso, con la consapevolezza che non è un cambio della normativa che può risolvere il problema relativo ai reati di genere. Tuttavia, servono le leggi, servono le istituzioni, serve andare nelle scuole e un cambio culturale; serve per dare un segnale che è di attenzione degli apparati dello Stato e significativo per noi società civile che non vogliamo più tollerare la violenza su una donna in quanto donna.

 

 

 

 

 

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