Metis Oggi

L’ORIGINE DEI BUONI PROPOSITI DELL’INIZIO DELL’ANNO

propòṡito s. m. [dal lat. proposĭtum, part. pass. neutro di proponĕre (v. proporre); propr., «ciò ch’è posto innanzi»]. – 1. Fermo proponimento, volontà deliberata di fare una cosa, di comportarsi in un determinato modo

L’usanza di fare buoni propositi per il nuovo anno risale a migliaia di anni fa ma il suo significato si è evoluto nel tempo.

Le prime tracce della pratica di fare buoni propositi per il nuovo anno risalgono a circa 4.000 anni fa per opera dei babilonesi. Nell’antica Roma – intorno al 46 a.C. – Giulio Cesare istituì il 1 Gennaio come data di inizio del nuovo anno. Da allora cristiani, metodisti, protestanti e altri hanno contribuito all’evoluzione del concetto.

La consuetudine di festeggiare il capodanno si fa risalire ai romani ed alle feste che si svolgevano per festeggiare il dio Giano., in latino Ianus, il dio degli inizi, materiali e immateriali, ed  una delle divinità più antiche e più importanti della religione romana, latina e italica. Giano di solito è raffigurato con due volti, poiché il dio aveva la capacità di guardare sia il passato che il futuro.

Inoltre è considerato il dio artefice del movimento. Giano, infatti, presiede a tutti gli inizi e ai passaggi: tutte le soglie, materiali e immateriali, come le soglie delle case, le porte, i passaggi coperti e quelli sovrastati da un arco, sono sotto la sua protezione; ma anche gli inizi di una nuova impresa, della vita umana, della vita economica.

L’imperatore romano Numa Pompilio, nella sua riforma del calendario romano, dedicò a Giano il primo mese successivo al solstizio d’inverno, gennaio, che con la riforma giuliana del 46 a.C. passò ad essere il primo dell’anno.

Con il passare degli anni è rimasta viva l’usanza di fare buoni propositi, come rito propiziatorio per l’inizio del nuovo anno, anche se non più in onore del dio Giano.


Copyright copertina

Rispondi