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3 GENNAIO 1929: C’ERA UNA VOLTA SERGIO LEONE

Il 3 gennaio 1929 nasce a Roma uno dei più talentuosi registi italiani,  Sergio Leone, padre del genere spaghetti-western e fonte d’ispirazione perenne per tutti coloro che scelgono di consacrarsi alla Settima Arte.

Leone cresce già in una famiglia votata al Cinema, col padre Vincenzo che dirigeva, con lo pseudonimo di Roberto Roberti, film muti e la madre Bice, attrice di spettacolo milanese di origini austriache.

Dopo aver lavorato per alcuni anni come assistente alla regia di film peplum come La tratta delle bianche, Quo vadis?, Ben-Hur ,Sodoma e Gomorra, Gli ultimi giorni di Pompei e soprattutto, dopo il suo ufficiale esordio da regista, nel 1961, con il film a basso budget Il colosso di Rodi (e girato solamente “per pagarmi il viaggio di nozze in Spagna“), Leone decide di abbandonare il filone della mitologia greco-latina, per dedicarsi specificatamente alla rielaborazione del sottogenere del western all’italiana.

Mi sembrava interessante demistificare questi aggettivi nell’ambientazione di un western. Un assassino può fare mostra di un sublime altruismo, mentre un buono è capace di uccidere con assoluta indifferenza. Una persona in apparenza bruttissima, quando la conosciamo meglio, può rivelarsi più valida di quanto sembra e capace di tenerezza. Incisa nella memoria avevo una vecchia canzone romana, una canzone che mi sembrava piena di buon senso comune: “È morto un cardinale che ha fatto bene e male. Il mal l’ha fatto bene e il ben l’ha fatto male”

 

Sergio Leone con Claudia Cardinale in C’era una volta il West (Copyright immagine)

Dal suo primo film di spaghetti-western del 1964 , Per un pugno di dollari, fino al suo ultimo film nel 1984, C’era una volta in America, il regista romano stringe una indissolubile collaborazione artistica col compositore Ennio Morricone, suo amico dai tempi della scuola ai Gesuiti, per regalarci, oltre a film registicamente innovativi, anche tra le più belle colonne sonore della Storia cinematografica.

La trilogia del dollaro, iniziata con Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più, si chiude nel 1966 con Il buono, il brutto, il cattivo, film che Leone considererà sempre il suo preferito e che tuttora è lungamente studiato per le sue ardite tecniche registiche (da Stanley Kubrick a Quentin Tarantino,ad esempio).

Sergio Leone con Clint Eastwood (Copyright immagine)

 

Alla perfezione dei movimenti scenici in C’era una volta il West e Giù la testa, seguirà l’ultimo film del regista, C’era una volta in America, che, causa delle lunghe ore di girato e soprattutto di un rimontaggio osceno della pellicola da parte del distributore americano, getterà Leone in uno stato di sconforto abissale, sino all’infarto finale.

Sergio Leone sul set di C’era una volta in America (Copyright immagine)

Leone, il regista dalle trame labirintiche e dai temi elementari e universali (l’amor perduto, le amicizie d’infanzia, i rimpianti malinconici della vecchiaia e la morte), dai primi piani microscopici e vedute macroscopiche, dalle sparatorie triangolari e i movimenti circolari, dalle giocose parodie e gli omaggi profondi, che, fino alla fine dei suoi giorni, paragonerà sempre il suo suo modo di fare Cinema al suo modo di vedere le cose del mondo, ovvero:

Ingenuo, un po’ infantile ma sincero, come i bambini della scalinata di viale Glorioso.

https://www.youtube.com/watch?v=-PvyBKSmQ_g

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