CULTURA

CHE COS’È LA LEGGE DI MURPHY?

Esiste la fortuna, esiste la sfortuna. Non esiste un destino con un orizzonte prestabilito ma ne esiste uno solo: quello che ci creiamo noi.

L’uomo spesso è artefice della sua fortuna e per questo bisogna prestare attenzione ai tanti modi che inconsapevolmente tendiamo a creare, attraverso il nostro pensiero, quelle realtà dalle quali cerchiamo proprio di fuggire.

Lo diceva anche Theodor Adorno, filosofo e sociologo tedesco del secolo scorso che si distinse per una critica radicale alla società:

Quello che temiamo sopra ogni cosa ha una proterva tendenza a succedere realmente.

E se fossimo, invece, realmente sfortunati e vittime inconsapevoli della legge di Murphy?

Cos’è la legge di Murphy e da dove nasce questo termine?

Per legge di Murphy si intende un insieme di detti e di frasi ironiche o sarcastiche tendenti a spiegare gli eventi negativi, dalle catastrofi epocali alle disavventure quotidiane come, ad esempio, la caduta di una fetta di pane imburrata sulla moquette.

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Non vi è mai capitato di sentire la famigerata frase ” tutta colpa della legge di Murphy” ? Questo succede quando qualcuno vuol dire  che va tutto male in modo talmente ostinato da diventare comico.

La storia della legge di Murphy comincia nel secondo Dopoguerra, nel 1949, quando un ingegnere aeronautico statunitense, Edward Aloysius Murphy, viene incaricato di verificare la tolleranza del corpo umano all’accelerazione attraverso una serie di esperimenti. Uno di questi prevede che al soggetto siano applicati 16 accelerometri, agganciabili al loro supporto in due modi, uno giusto e uno sbagliato.

Sistematicamente, i tecnici incaricati di agganciare i sensori lo fanno nel modo sbagliato. Murphy lo nota e pronuncia la celebre frase: “Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”. Così nasce la “Teoria di Murphy”, da cui qualche decennio dopo un autore umoristico americano farà discendere un intero complesso di leggi.

È nel 1988 che qualcuno trasforma in un successo editoriale e commerciale la legge di Murphy. Arthur Bloch, un umorista americano, pubblica il primo libro di quella che diventerà una fortunata collana dedicata alla legge di Murphy: frasi, assiomi, detti e motti di spirito sulla sfiga vengono raccolte in vari volumi, in una sorta di enciclopedia del pensiero murphologico.

La Legge di Murphy ha anche un suo fondamento scientifico:

il fatto che un evento sia improbabile non vuol dire che sia impossibile, né che in una serie di ripetizioni non possa verificarsi verso l’inizio o due volte di seguito (in statistica questa si chiama “legge di mancanza di memoria della probabilità”: il fatto che lanciando una moneta sia uscita testa dieci volte di seguito non rende di per sé più probabile che all’undicesimo tentativo esca croce).

Ecco di seguito i nove corollari di tale legge:

  1. Niente è facile come sembra;

  2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi;

  3. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo;

  4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto;

  5. Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.

  6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima.

  7. Ogni soluzione genera nuovi problemi;

  8. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere;

  9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla.

 

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