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L’ARRIVO DEI TRE MAGI: COME SI FESTEGGIA L’EPIFANIA IN GIRO PER IL MONDO

«L’ Epifania tutte le feste porta via!»

L’Epifania (dal greco antico  ἐπιφάνεια, manifestazione) è la festa cristiana che celebra l’apparizione di Gesù bambino all’Umanità rappresentata dalla visita dei tre Re Magi nel Cristianesimo Occidentale e dal battesimo nel Cristianesimo Orientale.

La Chiesa Cattolica la festeggia, dal V secolo, il 6 gennaio mentre il 19 gennaio è celebrata nei Paesi che seguono il calendario giuliano.

Mettendo da parte le Storia del nostro folklore, come si festeggia il giorno dell’Epifania in giro per il mondo?

Dalla Grecia dove, durante la processione di San Nicola,i più coraggiosi cercheranno di recuperare nelle acque gelide una croce in mare, ai preti in Germania che invece busseranno alle porte dei fedeli intonando canti religiosi in segno di benedizione o ancora alla Romania con i bambini che invece racconteranno storie di Natale agli sconosciuti in cambio di qualche spicciolo, le tradizioni per festeggiare l’Epifania in giro per il mondo sono davvero variegate!

 

Scopriamone alcune:

 

FRANCIA:

Galette des Rois (Copyright immagine)

L’Epifania, in Francia, non è segnata di rosso nel calendario delle festività, perciò l’abitudine è quella di celebrarla la prima domenica di gennaio, indipendentemente dalla data in cui cade.

Usanza vuole che nei giorni antecedenti la domenica stabilita, i francesi preparino una Galette des Rois (il dolce dei Re) una torta farcita di crema e mandorle all’interno della quale inseriscono una statuetta in ceramica mignon (originariamente si trattava di una fava secca, ed è per questo motivo, infatti, che l’oggetto nascosto viene ancora chiamato fève). Appena la Galette sarà tagliata dal commensale più giovane in tante porzioni uguali al numero dei presenti, colui che nella sua fetta troverà la statuetta non solamente avrà fortuna tutto l’anno ma verrà eletto re o regina della casa per quel giorno, con tanto di coroncina di carta.

Questa abitudine pare risalga all’antica Roma quando, durante le feste Saturnali, si usava praticare un gioco dell’inversione eleggendo uno schiavo tirato a sorte come “re per un giorno”.

Ah! Una fetta della Galette chiamata “la part du pauvre” o “la part du bon Dieu” verrà  messa a fine pasto da parte per essere destinata al primo indigente che busserà alla porta di casa.

 

RUSSIA:

Kresheine russo (Copyright immagine)

Secondo il calendario giuliano l’Epifania in Russia si celebra notte tra il 18 e il 19 gennaio, tredici giorni dopo rispetto a quella cattolica.

Per la Chiesa Ortodossa quel giorno si festeggia, infatti, il battesimo di Gesù nel fiume Giordano e, visto che per questo motivo le acque dei fiumi un tempo venivan benedette, i russi credono tuttora che farsi un bagno in un grande buco ghiacciato santificato (chiamato, appunto, “giordano”) possa avere ancora poteri non solo benedetti ma curativi.

Questa tradizione di immergersi in acque gelide o vasche scavate in fiumi freddissimi spesso con buche a forma di croce è chiamata Kresheine.

A San Pietroburgo, ad esempio, il principale luogo del battesimo invernale si trova presso la fortezza di Pietro e Paolo, nei pressi dello stretto di Ponte Kronversky, dove un varco consacrato nel ghiaccio viene aperto la giornata del 19 gennaio dalle 11:00 alle 23:30.

Appena tornati a casa, tutti gli intirizziti russi, aspetteranno l’arrivo della Babushka, la vecchina che porta i doni.

La leggenda russa narra, infatti, di una vecchia signora (la Babushka, appunto) che si era rifiutata di uscire nella notte fredda di Natale di accompagnare i pastori a far visita al Bambin Gesù.

Quando poi al mattino la vecchina aveva deciso di recarsi a trovare il Bambinello per omaggiarlo, aveva trovato la stalla vuota ed è per questo motivo che, da quel giorno, la Babushka viaggia per il mondo regalando a ciascun bambino buono dei regali nella speranza di ritrovare ancora in uno di loro il volto di Gesù Bambino.

 

SPAGNA E MESSICO:

Roscòn madrileno (Copyright immagine)

Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, il rituale degli spagnoli è quello di lasciar fuori la porta un bicchiere d’acqua fresca e del cibo in una scarpa per dissetare e saziare i  Re Magi e i loro cammelli. Il ringraziamento dei Magi per queste accortezze, poi, appariranno proprio all’interno di quella scarpa sotto forma di regali!

I goderecci spagnoli passeranno poi a tavola, festeggiando l’Epifania fra un Tortell catalano di marzapane e un Roscón madrileno, una specie di ciambella ripiena di crema, decorata con una corona di carta dov’è nascosta all’interno una figurina di carta che rappresenta un re e un fagiolo secco: chi troverà il primo verrà incoronato re della festa, chi troverà il secondo dovrà pagare la torta.

 

Torta Rosca de los Reyes (Copyright immagine)

Se in Italia la festa dell’Epifania viene percepita come una chiusura malinconica delle vacanze natalizie, in Messico è invece festeggiata sempre con disarmante allegria.

Proprio perché secondo la tradizione è questo il momento nel quale i Re Magi arrivano a Betlemme a portare i loro doni a Gesù, la Fiesta de los Reyes  è una interamente dedicata ai bambini e, piuttosto che a Natale, è qui che i più piccoli riceveranno e scarteranno i propri regali.

Per festeggiare  dovere quindi questa giornata è caratterizzata da un dolce tipico la Torta Rosca de los Reyes ossia un ciambella di pane dolce deliziata da frutta candita al cui interno si trova un piccolo pupazzo di porcellana raffigurante il Bambin Gesù e,ovviamente, chi troverà questa effige mangiando la torta avrà fortuna per tutto l’anno.

Ma attenti a mangiare l’intera fetta di torta! Chi non la consuma tutta potrebbe scatenare l’ira de Bruja Maléfica (la Strega Malefica), pronta a rincorrere l’inappetente per tutta casa!

 

ETIOPIA:

Epifania copta (Copyright immagine)

Un’antica leggenda racconta che l’Arca dell’Alleanza, mitico scrigno d’oro contenente le Tavole della Legge consegnate da Dio a Mosè, fosse conservata nel Tempio di Salomone a Gerusalemme. Trafugata da Axum, il figlio di Salomone e di Saba, l’Arca sarebbe stata riportata in Etiopia, dopo un peregrinare in Terra d’Egitto.

Sono passati più di tremila anni ma ancora oggi, in Etiopia, il culto dell’Arca è ancora talmente sentito da coinvolgere migliaia di persone ogni anno in occasione del Timkat, l’Epifania copta, la più importante festa ortodossa della Nazione che commemora il battesimo di Gesù Cristo nel Giordano, come in Russia.

Le celebrazioni hanno inizio il giorno del Keterà, la vigilia del Timkat (che cade il 19 gennaio), quando le riproduzioni delle Tavole sacre con i dieci comandamenti (tabot) verranno portate in processione fasciati da drappi colorati.

I pellegrini avvolti nei loro shamma bianchi, danzeranno danze liturgiche al suono dei tamburi e dei sistri in attesa di assistere, verso le 17, alla celebrazione del Timkat nella meravigliosa cornice di quella che è considerata la “Piscina della Regina di Saba”.

Lì vedremo celebrare una simulazione del Battesimo con dei bagni collettivi all’interno della piscina i fedeli, alcuni dei quali addirittura si lanceranno con tutti spericolati nell’acqua per simulare il rito del battesimo di Cristo.

Parteciperemo a seguire alla veglia che si protrarrà fino a mattina dove anche qui i fedeli con delle particolari candele illumineranno la notte ad Axum rendendola magica in un susseguirsi di nenie, litanie, tamburi, corni, preghiere e balli per una Epifania davvero densa di misticismo e spiritualità.

 

ISLANDA:

Jólasveinar islandesi (Copyright immagine)

Niente Befana, per l’Islanda, ma ben 13 Babbi Natale che cominciano ad andarsene uno alla volta, dal giorno di Santa Lucia a “Il Tredicesimo Giorno“, ovvero il 6 Gennaio.

Secondo il fantasioso e fertile folklore islandese, gli Jólasveinar sono creature fantastiche venute dal profondo Nord, 13 fratelli dall’ aspetto simile a quello di folletti con dei nomi che richiamano i loro caratteri, i loro hobby e anche i loro cibi preferiti.

Gli Jólasveinar sono figli di un orco della montagna e della strega Gryla stanziati nella zona di Dimmuborgir ed è ovviamente facile la fulminea associazione fra queste creature e la natura selvaggia dell’Islanda e i suoi vulcani.

I bambini islandesi lasceranno sul balcone, perciò, a partire dalla notte di Santa Lucia, una scarpa che i folletti riempiranno per i 13 giorni che precedono il Natale con un piccolo dono o una caramella. Se però questa scarpa apparterrà a un monello, questi mostriciattoli dispettosi la riempiranno con una patata o un sasso, come monito a rigare dritto in futuro.

Il primo dei folletti a scendere dalle montagne è Stekkjarstaur (Lo Steccone disturba-pecore), che se ne andrà il giorno di Natale fino all’ultimo, Kertasníkir (Scroccacandele) che invece partirà proprio il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio.

Kertasníkir ama le luci delle candele tanto da decidere di rubarle dalle fattorie ed è per questo che i bambini islandesi portano questi oggetti da una parte all’altra della casa, per nasconderle al folletto furbetto.

 

 

 

 

 

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