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5 CURIOSITÀ SU MARCO ANTONIO, MEMORIAE DAMNATUS

Il 14 gennaio dell’83 a.C. nasceva a Roma da una famiglia patrizia, Marco Antonio. Abile condottiero e valoroso combattente fu luogotenente di Gaio Giulio Cesare, sotto la cui protezione iniziò la sua carriera senatoria. Il suo progetto, quello di trasformare l’impero in una monarchia di stampo orientale, portò al determinate scontro con Cesare Ottaviano. Nel periodo successivo al cesaricidio, contrassegnato da fasi alterne di conflitti e alleanze tra i due gruppi, Marco Antonio venne schiacciato definitivamente nella battaglia di Azio del 2 settembre del 31. a.C., si rifugiò ad Alessandria con la regina Cleopatra, dove entrambi morirono dopo la caduta della città. A causa della sua vorticosa e indisciplinata vita privata, del suo comportamento esuberante, Marco Antonio fu annoverato tra i dies nefasti e fu il primo romano ad essere colpito da un provvedimento di damnatio memoriae, (letteralmente “condanna della memoria”),  una pena consistente nella cancellazione della memoria e della distruzione di tutte le tracce della sua esistenza (documenti, epigrafi, ritratti) che potesse essere tramandata ai posteri.

5 CURIOSITA’ DA CONOSCERE

  1. Marco Antonio amava circondarsi di fenomeni da baraccone come il nano Sisifo, alto circa uno o due piedi.
  2. Per il suo aspetto fisico prestante deriva l’espressione, usata ancora oggi, “essere un Marcantonio” per indicare una persona grande e grossa, dall’aspetto robusto. 
  3. Cicerone confessò più volte di aver spesso definito Marco Antonio un gladiatore in senso metaforico, ossia come un uomo rozzo e stupido, che poteva contare solo sul fisico aitante e robusto.
  4. Marco Antonio è stato paragonato, per il suo atteggiamento e per il suo vestiario, alla figura di Eracle, quando si mostrava in pubblico si cingeva la tunica all’anca, si appendeva al fianco una grande spada, e portava un mantello di panno ruvido.
  5. Secondo una leggenda Marco Antonio e Cleopatra si suicidarono per non essere catturati dai romani e la bella Cleopatra, per farlo, si fece mordere da un aspide. La tragica fine di Antonio e Cleopatra affascinò perfino Shakespeare. Lo scrittore e drammaturgo inglese compose una tragedia in cinque atti dedicata proprio ai due amanti e alla loro storia di passione e morte.

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