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15 GENNAIO 1947: L’OMICIDIO IRRISOLTO DELLA PURPUREA “DALIA NERA”

Uno dei casi di omicidi irrisolti più famosi della Storia, porta in seno la data di oggi, il 15 gennaio 1947, quando, alle 10 di mattino, una certa signora Bersinger scopre casualmente a Leimert Park, un quartiere meridionale di Los Angeles, il corpo senza vita di una giovane donna.

Lei è Elisabeth Short, una bellissima e conturbante ragazza che i media immediatamente ribattezzeranno con lo pseudonimo di “Black Dahlia”.

Il corpo di Elizabeth è nudo, squarciato in due parti all’altezza della vita, mutilato e con vistosi segni di tortura, i suoi capelli, un tempo neri, sono adesso tinti di rosso e le è stato anche accuratamente levato via il sangue dal corpo.

Il volto, poi, è mutilato da un profondo taglio da un orecchio all’altro, creando quell’effetto che nel gergo criminologo è denominato Glasgow Smile.

Elisabeth Short (Copyright immagine)

Una ridda di giornalisti e una folta fetta dell’opinione pubblica, forse a causa dell’avvenenza della giovane e sfortunata aspirante attrice di Hollywood, inizia ad interessarsi morbosamente all’inquietante delitto, come dettagliatamente ha testimoniato il libro di cronaca nera del 1987 di James EllroyDalia Nera“.

Le indagini sull’atroce omicidio vengono affidate al Dipartimento di Los Angeles e convergono centinaia di agenti ed ispettori alla spasmodica ricerca del colpevole, nonostante le evidenti difficoltà che il luogo del delitto presenta, poiché sprovvisto di indizi fondamentali (come delle impronte di macchine e di scarpe).

Dell’omicidio vengono accusati e si auto-accusarono almeno 60 persone, per la maggior parte uomini, mentre, dai documenti ufficiali degli investigatori della Polizia, i principali sospetti risultano invece essere quasi 22.

Ci sono molte teorie sul perché sia avvenuto questo efferato delitto, soprattutto a seguito degli strani esiti dell’autopsia che di fatto riveleranno la totale assenza di segni di violenza sessuale.

Alcuni ipotizzano sia legato ad una catena di omicidi seriali (per mano del serial killer Mad Butcher of Kingsbury Run che, fra il 1934 e il 1938, aveva smembrato ben 12 ragazze), altri ad un raptus passionale da parte di uno dei numerosissimi amanti della Short e c’è persino chi crede, visto il viso deturpato e la posizione del corpo, che la nostra vittima sia invece sfiorita per mano di qualche fondamentalista o un’altra donna gelosa per punire quello che la Dalia Nera effettivamente era: un fiore dalla purpurea bellezza letale.

Il libro di James Ellory sul caso della Dalia Nera (Copyright immagine)

 

Per un maggiore approfondimento sul caso della Black Dahlia, cliccate qui:

BLACK DAHLIA – L’ASSASSINIO DIMENTICATO

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