LE INTERVISTE

BELLA DENTRO: LA START UP ITALIANA CONTRO GLI SPRECHI ORTOFRUTTICOLI

Fondata dai giovani imprenditori Camilla Archi e Luca Bolognesi, Bella Dentro è una startup che combatte alla radice gli sprechi ortofrutticoli dando valore a quella frutta e verdura scartata dalle cooperative e dalla Gdo per motivi estetici. Intervista a Camilla Archi. 

 

Ogni anno più di un terzo della frutta e verdura coltivata in Europa viene scartata prima di arrivare sulle nostre tavole, solo per l’aspetto estetico: troppo brutta nella forma o nella dimensione o segnata dagli agenti atmosferici.

Il dato emerge da una ricerca condotta dall’Università di Edimburgo che evidenzia come ogni anno si sprechino circa 50 milioni di tonnellate di prodotti agricoli in tutta Europa per ragioni estetiche imposte dai regolamenti europei. Inoltre lo studio sottolinea come l’impatto ambientale delle risorse utilizzate per la produzione di frutta e verdura, che in alcuni casi rimangono sui campi, equivarrebbe alle emissioni di carbonio di quasi 400.000 veicoli.

Cosa fare per fronteggiare questa situazione, per evitare che questi prodotti ortofrutticoli brutti ma buoni restino abbandonati nei campi, invenduti o addirittura diventino spazzatura?

La risposta arriva da Bella Dentro – Il gusto del buonsenso, prima start up italiana che combatte alla radice gli sprechi ortofrutticoli dando valore a quella frutta e verdura di ottima qualità, brutta ma “bella dentro”, che non ha superato la valutazione estetica o la calibratura per poter raggiungere la grande distribuzione, creando così una filiera distributiva alternativa a quella esistente.

Metis Magazine ha intervistato per voi Camilla Archi, co-founder, insieme a Luca Bolognesi, di Bella Dentro.

Milanese. Classe 1988. Un passato nel mondo della comunicazione e oggi imprenditrice. Camilla raccontaci un po’ di te. 

Ho una formazione umanistica, sono laureata in Lettere e Storia del costume. Da sempre affascinata dalle parole e dalle immagini, ho lavorato nel mondo della comunicazione fino ad approdare nella divisione progetti speciali advertising di una grande casa editrice americana. Dopo tre anni in questo ruolo, ho lasciato il posto fisso per fondare, insieme al mio compagno Luca, Bella Dentro.

Compagni di vita e di lavoro.

Compagni di vita da tredici anni. Luca si è laureato in economia e finanza in UK, ed ha lasciato, dopo cinque anni, un posto fisso (ben retribuito) nella sede svizzera di una grande multinazionale.

Siete stati molto coraggiosi. Cosa vi ha spinto a lasciare il posto fisso per intraprendere insieme questa nuova avventura?

Entrambi avevamo voglia di intraprendere un progetto tutto nostro mettendo in atto le competenze acquisite. Ci capitò di leggere su National Geographic, rivista alla quale sono abbonata da quando avevo sette anni, un reportage sullo spreco alimentare relativo alla prima fase della filiera, quella della produzione. Ci colpì il fatto che gran parte di questo spreco fosse dovuto a canoni estetici. Gli agricoltori sono costretti a scartare tutta quella parte della loro produzione, buona, ma penalizzata da lievi difetti estetici (forma e/o calibro non perfetti, segni sulla buccia ecc) che non rientra nei capitolati della grande distribuzione, e, di conseguenza, destinata al macero. Difetti inevitabili che comportano uno scarto fisso di circa il 20% della produzione totale e che può arrivare anche al 60% in caso di grandine. Ci licenziammo a luglio del 2017. Per verificare la sostenibilità del progetto e conoscere la filiera andammo a vivere in Romagna. Abbiamo fatto gli operai della raccolta, siamo stati nelle cooperative, tra i buyer della grande distribuzione.

bella dentro luca e camilla

Luca e Camilla – Ph: Bella Dentro (Pagina Facebook)

 

Bella dentro è il primo progetto nato per combattere gli sprechi ingiustificati ed insostenibili nel settore ortofrutticolo italiano. Sprechi, abbiamo detto, basati su su motivi estetici e non qualitativi, che creano un danno enorme agli agricoltori, all’ambiente e alla nostra economia. Quando ha preso vita e come funziona nel concreto?

Bella dentro è nata nel gennaio 2018, con un periodo di rodaggio. Compravamo frutta e ortaggi danneggiati, rifiutati dalle cooperative e dalla grande distribuzione. Pubblicavamo il listino di quello che ci era arrivato inserendo la descrizione dei difetti, il tipo di coltivazione, la provenienza e il prezzo. Per il primo anno e mezzo di attività la vendita avveniva, per tre-quattro giorni alla settimana, in giro per Milano con un’apecar ricoperta d’erba. Non ci importava del fatturato. Volevamo far conoscere il progetto, volevamo capire se aveva le basi per andare avanti. Volevamo testare il consumatore.

bella dentro - prugne

Prugne “Belle dentro” Ph: Bella Dentro (Pagina Facebook)

Qual è stata la risposta del pubblico?

Fortunatamente la risposta è stata positiva. Il tema legato allo spreco alimentare e all’ambiente è molto sentito da tutti. Nessuno rimane indifferente. Oltre alla gente comune, si forniscono da noi anche molti ristoratori. I prodotti costano circa il 20% in meno rispetto al prezzo che avrebbero nella grande distribuzione. Tra i partner del progetto non ci sono solo aziende agricole della Lombardia, ma anche della Sicilia, dell’Emilia Romagna e del Veneto. La merce viene poi stoccata in un magazzino a Segrate.

Quanto cibo avete salvato fino ad oggi?

Abbiamo evitato lo spreco di 45 tonnellate di prodotti ortofrutticoli, tutti di provenienza italiana. Fa effetto sentirlo come numero ma in agricoltura è niente.

Progetti futuri?

Adesso stiamo lavorando alla seconda fase del progetto che consiste nell’apertura di un punto vendita e dell’e-commerce. L’obiettivo è quello di comprare, rivendere e salvare sempre più prodotti. L’Ape rimane per le consegne e far conoscere i prodotti. Un mese fa abbiamo inaugurato un laboratorio di trasformazione, per le confetture ma anche gli essiccati sia frutta che di verdura. Ci siamo appoggiati ad una cooperativa sociale “L’Officina” con sede nel lodigiano che forma ed impiega ragazzi autistici o affetti da ritardo cognitivo. Li abbiamo scelti perché sono belli dentro anche loro.

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