CULTURA

NULLA ETHICA SINE AESTHETICA – NON C’È BELLEZZA SENZA MORALE

Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l’etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell’aldilà. Senza leggi etiche ci sarebbe il branco e non la società. E andrebbero insegnati valori comuni a credenti e non, il perdono, non fare del male agli altri, la solidarietà. Ma, soprattutto, bisognerebbe imparare a dubitare, a diventare scettici.”

Se siete alla ricerca di  un esempio di etica, non vi resta che soffermarvi sulle nobili parole dell’astrofisica ” donna di granitica fattura, autonoma, indipendente, incarnazione del libero pensatore”, Margherita Hack. Parlava di stelle esibendosi in ciabatte, scriveva testi universitari e libri per bambini, negava la presenza di Dio ed esaltava l’etica dell’uomo, rinunciando fin da piccola a mangiare carne per amore degli animali.

La spiritualità per una come me che non crede in Dio sta nella capacità di comprendere e amare gli altri.

Siete anche alla ricerca di un esempio di estetica?

Facciamo un passo indietro. Catapultiamoci nel passato, percorriamo l’agorà di Atene di 2500 anni fa e mettiamoci nella testa di un colto abitante ateniese.

Scopriamo che etica ed estetica, che per noi sono separate, per loro erano unite e indissolubili.

La parola kalón, che noi traduciamo con “bello”, aveva in realtà un significato più ampio rispetto a quello attuale: comprendeva non solo ciò che risultava gradito all’occhio e all’orecchio, ma anche qualità del carattere e della mente umana, qualità morali ed etiche.

 

Nulla ethica sine aesthetica. Non c’è bellezza senza morale. 

Ma come intendiamo oggi l’etica? Ci si chiede non cosa una persona deve fare, ma perché lo deve fare. Quando si parla di estetica si parla, invece, della somma dei valori che noi diamo alle cose o che universalmente accettiamo e condividiamo. Alla parola estetica segue poi il concetto di bello.  Per i greci una cosa è bella quando è buona o meglio quando  serve a qualcosa.

Papa Francesco qualche anno fa disse che la bellezza avrebbe salvato il mondo. Non si stupirebbe uno studioso medievale nel sentire tale affermazione e non ci troverebbe probabilmente nulla di filosofico considerato che il bello/la bellezza nel medioevo aleggiava intorno all’idea di ciò che è forte.

Nella Francia del 1600, invece, avrebbe avuto un’altra accezione ancora:  ciò che è bello è ciò che appare vero.

Le opere, le visioni, i concetti cambiano con gli anni e forse non esiste il valore assoluto di bello ma come abbiamo già visto nulla ethica sine aesthetica.

 

In questo L numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante  e astrusa tematica filosofica dell’etica e dell’estetica che, dal pensiero filosofico greco fino a quello più moderno, è stata la base stessa del comportamento pratico dell’uomo di fronte ai due concetti del bene e del male insieme alla conoscenza del bello naturale o artistico.

Lo abbiamo fatto trattando l’argomento a 360°, con i nostri articoli di approfondimento, le interviste esclusive e le immancabili rubriche.

Come sempre, senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi ma solo con l’intento di darvi alcuni spunti di riflessioni, vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Febbraio.

Buona lettura.

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