ECONOMIA

NUTELLA BISCUITS: UN FENOMENALE CASO DI SUCCESSO

Dal 4 novembre, giorno del lancio sul mercato italiano, sembra che i Nutella Biscuits, i nuovi arrivati di casa Ferrero, siano i biscotti più desiderati dagli italiani e, soprattutto, i più introvabili sugli scaffali dei supermercati.

La vera caccia al biscotto però è scattata nel giorno del Black Friday quando un tam-tam mediatico, partito a colpi di hashtag su Instagram e sui vari social network, ha portato il fenomeno a dimensioni non più controllabili

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Alcune catene di supermercati sono state costrette a imporre un limite giornaliero all’acquisto per evitare fenomeni di bagarinaggio, come già accaduto in alcune città d’Italia, dove la confezione di biscotti è stata venduta al doppio o addirittura anche al triplo del prezzo consigliato.

I Nutella Biscuits non differiscono di molto da altri biscotti al cioccolato, appartenenti allo stesso segmento, come i Baiocchi Mulino Bianco. Eppure è un prodotto che ha già fatto impazzire il mercato, per il quale i consumatori sembrano ammassarsi davanti agli scaffali del supermercato, a farne ingenti scorte, in preda ad una shopping fever di portata internazionale.

La risposta è sotto gli occhi di tutti: all’inizio rari da acquistare nella grande distribuzione a fronte di una fortissima richiesta dei consumatori, ma onnipresenti sul web grazie ad una strategia di vendita azzeccatissima.

Ma perché i Nutella Biscuits sono introvabili? Si tratta di una strategia di Marketing o di una previsione di vendita?

I Nutella Biscuits rappresentano per Ferrero un’operazione commerciale unica, frutto di oltre 10 anni di sperimentazione e investimenti.

Oltre al successo ottenuto dopo il lancio in termini di vendite, non va trascurato il clamore mediatico generato dall’operazione.

Nei gruppi di settore così come sulle principali piattaforme social, i Nutella Biscuits sono proprio sulla bocca di tutti. Inoltre, l’azienda produttrice, fa leva su un’imponente campagna promozionale che spinge sulla curiosità con città e metropolitane subissate dai manifesti.

Il chiacchiericcio intorno a questi biscotti è iniziato anni prima del loro arrivo in Italia e la distribuzione è avvenuta in più fasi.

La prima carta che Ferrero ha giocato è stata permettere a pochi fortunati early adopter di provare i Nutella Biscuits esclusivamente dal 24 al 31 ottobre e solo a Milano presso la sua Casa Nutella, la risposta è stata immediata ed è subito iniziata la potentissima rete del passaparola, ancor prima che il prodotto giungesse sugli scaffali dei supermercati.

Ma il grande elemento di novità, si è ottenuto puntato sulla strategia della scarsità per il lancio del nuovo prodotto.

Il meccanismo semplice, quanto efficace: l’impresa lancia un nuovo prodotto, crea desiderio e curiosità e, appena il mercato è pronto ad acquistarlo, lo sottrae dal mercato stesso.

In questo modo, la domanda supera l’offerta, il prezzo sale e i biscotti vengono percepiti come un bene prezioso, generando un passaparola involontario. Un’operazione commerciale senza precedenti, che ha portato a un aumento della produzione, fino quasi a raddoppiarla.

Barilla sfida Ferrero, con i Biscocrema

A pochi giorni dal lancio dei Nutella biscuits, anche la concorrente Barilla ha annunciato l’uscita dei Biscocrema, presenti sul mercato a partire da Gennaio 2020.

Si tratta di biscotti con la frolla al cacao, ripieni di crema Pan di Stelle e ricoperti da un sottile strato di cioccolato con incastonata la famosissima stella bianca di crema al latte.

Venduti in monoporzioni da 28 grammi a 2,99 €, stesso prezzo dei Nutella biscuits.

biscocrema vs nutella biscuits

Biscocrema Pan di Stelle VS Nutella Biscuits

Ogni biscotto pesa 13,8 grammi e contiene più o meno l’equivalente di una zolletta di zucchero, cioè 4,8 grammi. Si tratta di un bel record per Nutella Biscuits che, come riportato nella tabella nutrizionale sulla confezione, attribuisce alla presenza di zucchero il 35% del totale.

Gli ingredienti sono i seguenti: crema alle nocciole e al cacao 4o% (zucchero, olio di palma, nocciole 13%, latte scremato in polvere 8,7%, cacao magro 7,4%, emulsionanti: lecitine (soia), vanillina) farina di frumento (32%), grassi vegetali (palma, palmisto), zucchero di canna (9%), lattosio, crusca di frumento, latte intero in polvere, estratto di polvere di malto d’orzo e mais, miele, agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di ammonio, carbonato acido di sodio), cacao magro, sale, amido di frumento, farina di orzo maltato, emulsionanti: leciticine (soia), vanillina.

Barilla, invece, non punta solo alla bontà dei suoi biscotti, ma anche alla qualità degli ingredienti con cui vengono prodotti: non contengono olio di palma e la riduzione delle porzioni, comporta una limitazione delle calorie. L’olio di palma non è l’unica cosa che salta all’occhio quando si confrontano gli ingredienti, nell’elenco compaiono anche ingredienti di alta qualità come: uova fresche, burro e latte fresco, assenti nel biscotto della Ferrero.

Chi si aggiudicherà la vittoria?


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