LE INTERVISTE

QUANDO L’IMMAGINAZIONE VALICA CONFINI. INTERVISTA A GEORGE SANDISON, EDITORE BRITANNICO DELLA UNSUNG STORIES

Quando si parla della crisi nera della piccola e media editoria italiana, non dovremmo far altro che volgere la nostra attenzione al “metodo della Gran Bretagna” dove, un fiorente connubio fra ponderate e oculate scelte di pubblicazione e un ampio raggio di appassionati lettori, ha creato un terreno più che fertile per una distesa crescita delle case editrici.

Oggi intervistiamo per voi George Sandison, giovane editore inglese che, grazie alla sua Unsung Stories e alla collaborazione con la casa editrice Titan Books, sta offrendo in Patria alla distribuzione di libri fantasy e sci-fi il riconoscimento letterario che degnamente spetta loro.

Un acutissimo editore che, con la sua sbalorditiva conoscenza della materia e una sensibilità bigger than life, è uno splendente – e quasi nostalgico!- esempio di quanto coi libri ci si possa ancora non solo lavorare ma fidare per quadruplicare, così, la nostra immaginazione.

George Sandison

Lei, già fondatore della Unsung Stories, è da poco diventato caporedattore della Titan Books. Come descriverebbe questi suoi due progetti editoriali?

Unsung Stories è una casa editrice indipendente di libri fiction, dedicata alla scoperta di libri letterari e ambiziosi. Ho fondato questa casa editrice perché sapevo che c’erano degli scrittori davvero eccellenti e importanti che però non riuscivano ad ottenere la pubblicazione dei loro libri. Forse erano libri troppo difficili da categorizzare, o forse erano troppo letterari e non commerciali. Continuavo a sentire storie di colleghi di case editrici più grandi che continuavano a dire “ Adoro quel libro, ma non venderebbe!”.

Io amo i libri  e perciò ho deciso di pubblicarli comunque. Mi piace pensare che tutte le menzioni per i vari premi letterari significano che sono sulla buona strada.

Titan Books è invece la maggiore casa editrice indipendente del genere fiction in Gran Bretagna. Si può leggere la sua storia qui e al giorno d’oggi sta facendo la stessa cosa che fanno tutte le altre case editrici indipendenti, spingersi sempre più in là.

La Titan pubblica una grossa gamma di film e romanzi legati a videogames, come Marvel, DC, Alien e Firefly, e allo stesso tempo ha una lunga lista in crescita di libri fiction originali. La Titan si è costruita una buonissima reputazione nel pubblicare titoli dell’orrore e YA ( ndr: young adults – libri per ragazzi), e in più, spesso fanno conoscere nuovi grandi lavori, tra cui un romanzo ambientato in Puglia, The Book of Hidden Things, scritto dall’italiano Francesco Dimitri.

Come si è sviluppata la sua passione per le storie distopiche e di fantascienza?

Credo di averla sempre avuta…tutti nella mia famiglia leggono incessantemente perciò sono sempre stato circondato da libri. Mio padre legge molti libri di fantascienza “della Golden Age” (ndr: Golden Age è il periodo nel quale questi libri furono pubblicati in Gran Bretagna, fra gli anni ’40 e ’50), scrittori tipo Frederick Pohl, Harry Harrison, Isaac Asimov per citarne alcuni, ed è così che mio fratello ci si è appassionato. Per me è stato un po’ diverso. Ricordo che mio padre mi leggeva Le Mille e una Notte prima di andare a dormire, e che questa fantastica sfilza di idee,una dopo l’altra mi accendevano la fantasia come non mai. Poi, cominciai a leggere ciò che aveva comprato mio fratello, una volta letti tutti i libri di mio padre, tipo Terry Pratchett, i  Fighting Fantasy gamebooks (ndr: i gamebooks sono quei libri in cui scegli tu come far andare avanti la storia a seconda delle varie opzioni), The Chronicles of Amber di Roger Zelazny, Lone Wolf di Joe Dever. In seguito avevo scoperto Iain Banks e Philip K. Dick. Poi M. John Harrison. Presto ne scoprirò sicuramente altri…

 

Quali saranno per la Titan Books i titoli di prossima pubblicazione e degli “imperdibili” già pubblicati?

Non saprei da dove cominciare! A Cosmology of Monsters di Shaun Hamill narra la bellissima storia di una famiglia che gestisce una casa di attrazioni infestata, che viene lacerata da un lutto….e da mostri-lupo. The Loosening Skin di Aliya Whitely, selezionato per il premio Arthur C. Clarke , il premio per libri di fantascienza più importante in Gran Bretagna, è tutto incentrato sull’amore e come si volta pagina quando si può cambiare pelle. Potrei non riuscire più a dormire dopo aver letto Survivor Song di Paul Tremblay,il libro più inquietante che ho letto da tanti anni a questa parte. La Titan ha anche appena annunciato il nuovo libro di Stephen Graham Jones intitolato The Only Good Indians: il libro parla di 4 uomini che devono combattere un mostro che vuole vendetta per ciò che hanno fatto durante una caccia al cervo 10 anni prima, Jones e’ uno scrittore incredibile e questo libro e’ particolarmente coinvolgente.

Potrei andare avanti per ore, ma e’ più facile dirvi: seguite @TitanBooks su Twitter, Facebook o Instagram.

 

Da dove nasce la collaborazione della Unsung Stories con la Carbonio Edizioni per la traduzione delle vostre proposte letterarie anche in Italia?

Sono stato molto fortunato perché il primo libro che ho pubblicato , The Beauty di Aliya Whitely, ha ricevuto molta attenzione dai critici. Ha ricevuto alcune nomine per premi letterari e si è venduto molto bene. In quello stesso periodo la Carbonio stava appena cominciando a svilupparsi e mi hanno contattato direttamente perché volevano tradurre un libro di fantascienza un po’ più particolare in italiano, da distribuire nel mercato italiano.

Decisero di tradurre The Beauty e Dark Star di Oliver Langmead (il che mi ha davvero sorpreso, considerando che è un poema epico!) e di pubblicarli entrambi in Italia. È stato molto semplice e i libri tradotti sono stati bei regali da portare ai miei suoceri in Puglia!

George Sandison (al centro) con Dan Coxon (sinistra) e Vince Haig (destra) ritirano il “British Fantasy Award” per la miglior casa editrice indipendente della Gran Bretagna nel 2018.

La mancanza di flussi di budget finanziari e degli spazi di promozione sono fra le cause di una forte crisi che sta congelando in Italia il mondo dell’Editoria. Qual è, invece, la situazione delle case editrici indipendenti in Gran Bretagna? E resiste ancora un’ampia fetta di appassionati lettori?

L’Editoria indipendente di genere fantascientifico sta andando molto bene al momento. Dal punto di vista creativo, le piccolo case editrici sono in competizione con le grandi e questo è davvero incredibile. Unsung Stories ha visto Aliya Whiteley nominata per il premio più famoso del genere fanstascientifico in Gran Bretagna, Galley Beggars invece ha visto Lucy Ellman nominata per il premio Booker , Fitzcarraldo Eidtions ha pubblicato Olga Tocarczuk che ha vinto il premio Booker e il premio Nobel alla letteratura; Jacaranda Books ha visto Irenosen Okejie nominato per il premio Jhalak, e questi sono solo alcuni esempi. Successi come questi vengono dalla dedizione, passione e creatività di queste piccolissime case editrice, ed è, in parte, anche perché lo spazio promozionale adesso è a disposizione di tutti.

Case editrici indipendenti britanniche stanno guadagnando le lodi e un buon profili rimanendo fedeli ai loro valori, cioè pubblicare il miglior libro possibile, non qualcosa che sicuramente venderà.

Dal punto di vista finanziario è più complicato. Queste piccole case editrici sopravvivono con un budget molto limitato, senza finanziatori o la sicurezza di risparmi in banca. Ma ci sono tante soluzioni quante case editrici. Unsung ha utilizzato il crowdfunding e una donazione dall’Arts Council England (ndr: l’Art Council e’ un ente governativo che promuove le arti in Inghilterra). Dead Ink e Unbound hanno utilizzato il crowdfunding direttamente tramite i loro siti. Influx e And Other Stories hanno creato un servizio di abbonamento, dove la gente, pagando una quota, riceve libri per un anno intero. La Galley Beggar ha parlato molto apertamente delle difficoltà nel finanziare le piccole case editrici,  questa casa editrice è quasi andata in bancarotta dopo che un rivenditore chiave britannico ha chiuso, ed è stata salvata solo dai suoi lettori (https://www.thebookseller.com/news/galley-beggar-press-book-people-administration-crowdfunder#).

È davvero difficile per le case editrici indipendenti, ma abbiamo una comunità di lettori appassionata, leale e affidabile qui in Gran Bretagna, che si fa avanti per proteggerle. E questo mi riempie di tanta speranza.

 

Quali sono gli autori che ama di più leggere e che ci consiglierebbe?

Ovviamente tutti gli autori pubblicati da Unsung Stories, in particolare Aliya Whitely. Ma anche Nina Allan, Han Kang, Robert Aickman, M. John Harrison, Daphne du Maurier, Ursula le Guin, Philip K. Dick, Mikhail Bulgakov, John Kennedy Toole, Yuri Herrera, Craig Thompson, Lavie Tidhar, Catriona Ward, Camilla Grudova, Cassandra Khaw e Roland Barthes.

 

Se potesse incontrare un personaggio di un libro su di una fumante tazza di caffè chi vorrebbe che fosse? E perché?

Behemoth di The Master and Margarita scritto da Mikhail Bulgakov, la quintessenza del gatto parlante. Lo so che è al servizio del diavolo, lunatico e imprevedibilmente violento, ma è troppo affascinante.

 

 

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