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19 FEBBRAIO 1953: OGGI MASSIMO TROISI AVREBBE COMPIUTO 67 ANNI

avrebbe spento 67 candeline.  Definito da Vincenzo Mollica come poeta della vita e della comicità, l’attore de “Il postino”, rimane, ancora oggi, uno degli artisti di cui più si avverte la mancanza.

Timido, silenzioso, (era il suo cuore a fare rumore), malinconico, sensibile, riuscì a fare breccia nei cuori degli italiani – e non solo – per quel naturale, originale e delicato umorismo di un napoletano sui generis.

Massimo Troisi nasce il 19 febbraio 1953 a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli. Padre ferroviere, madre casalinga cresce in una famiglia molto numerosa: cinque fratelli, due nonni, gli zii e i loro cinque figli. Una vera e propria compagnia di teatro stabile. Amante di Pasolini, compone alcune poesie in dialetto, a lui ispirate, e nel frattempo si diploma come geometra all’istituto “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco. Nel 1972 gli viene diagnosticata un’anomalia cardiaca, che lo obbliga a recarsi negli Stati Uniti quattro anni più tardi per sottoporsi ad un intervento chirurgico alla valvola mitralica. Muove i primi passi come attore presso il teatro parrocchiale, con diversi amici d’infanzia tra cui Lello Arena. Insieme ad Enzo Decaro fonderanno più tardi il gruppo La smorfia. Il rapido successo portò il trio prima al San Carluccio di Napoli, poi ai palcoscenici nazionali e infine alla trasmissione televisiva Non Stop. Dopo alcuni anni di nutrita collaborazione il gruppo si sciolse e Massimo interpretò e diresse il suo primo film, scritto con Anna Pavignano: Ricomincio da tre (1981). 

Uno strepitoso successo di pubblico e critica. Seguiranno Scusate il ritardo (1982), Non ci resta che piangere (1984) con Roberto Benigni e infine Hotel Colonial (1987) di Cinzia Th Torrini, con John Savage e Robert Duvall. Dopo un terzo film come autore, Le vie del Signore sono finite (1987), ne interpreta tre con la regia di Ettore Scola: Splendor (1987) e Che ora è? (1989) con Marcello Mastroianni e Il viaggio di Capitan Fracassa (1990).

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