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2 MARZO 1933: KING KONG COMPARE PER LA PRIMA VOLTA SULLO SCHERMO

“E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall’uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto”.  Antico proverbio arabo.

 

Il 2 marzo 1933 usciva nelle sale cinematografiche americane, King Kong, film prodotto e diretto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack con Fay Wray, Robert Armstrong, Bruce Cabot, Frank Reicher.

In Italia la pellicola uscirà il 13 ottobre dello stesso anno.

Tutto il mondo ebbe modo di conoscere, per la prima volta, l’esistenza del simpatico e temibile gorillone, sopravvissuto sull’isola del Teschio, con altre creature, all’estinzione dei dinosauri, e catapultato tra i grattacieli di New York, dove, per amore di una donna, si compirà il suo tragico destino.

Il film, alla sua uscita nel 1933, fu campione d’incassi negli Stati Uniti.

Un successo, nel tempo, planetario che portò, otto mesi dopo, all’uscita de “Il figlio di King Kong” (The Son of Kong, 1933), pellicola diretta da Ernest B. Schoedsack.

Ma il successo di King Kong non si ferma qui. Nei decenni successivi furono realizzati numerosi altri film e remake sulla storia del gorilla più amato da tutti. Il miglior fu senza dubbio King Kong di Peter Jackson. Realizzato nel 2005, secondo remake del film omonimo del 1933, è interpretato da Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody e, tramite motion capture, da Andy Serkis nei panni di King Kong.

Nel 1991 la pellicola è stata scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserita al quarantatreesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al quarantunesimo posto.

King Kong per la rivoluzionaria combinazione di effetti speciali (tra cui stop-motion e proiezione miniaturizzata), sia per l’avvincente trama romantico-avventurosa è considerato uno dei capolavori assoluti della storia del cinema. Ha anticipato il filone del cinematografico Kaiju Eiga (modo giapponese per riferirsi ai “film sui mostri giganti”) e ha ispirato molti altri capolavori del cinema come ad esempio Godzilla.

 

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