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GALILEO GALILEI PUBBLICA IL SIDEREUS NUNCIUS, ERA IL 12 MARZO 1610

Il 12 marzo del 1610, Galileo Galilei pubblicava a Venezia, presso il tipografo Tommaso Baglioni, il Sidereus Nuncius. Tradotto in passato come Nunzio delle Stelle o anche Annunzio sidereo.

L’opera rappresenta un rendiconto scientifico delle sue nuove scoperte, una rigorosa esposizione astronomica nella sua sobrietà e chiarezza che è rivolta ad un ampio pubblico di dotti. Un nuovo modo di concepire l’Universo, e con esso il ruolo stesso dell’Uomo nel creato, che ancora oggi è parte fondante della nostra cultura.

Il libro segna l’inizio di una nuova astronomia e l’avvio dell’era che viene comunemente denominata “rivoluzione scientifica del Seicento”. Il Siderus, di fatti, narra di cose mai viste prima, possibili de quel momento vedere tramite l’ausilio di uno strumento tecnologico che Galileo perfezionò per l’occorrenza: il cannocchiale. Nelle pagine dell’opera si susseguono le descrizioni della superficie lunare, della Via Lattea e delle quattro lune principali di Giove.

“E pur si muove”

Considerato il padre della scienza moderna, Galileo Galilei viene ricordato prevalentemente per il suo essenziale contributo alla rivoluzione astronomica e per aver sostenuto, in tale ambito, almeno in un primo momento, il metodo copernicano e la teoria eliocentrica.

Viene altresì ricordato per la celebre frase che non si è nemmeno certi che abbia davvero pronunciato quando, alla sottoscrizione dell’atto di abiura formalizzato per scampare alla condanna a morte, all’esito del processo cui fu sottoposto per eresia, avrebbe detto “E pur si muove”!

In un’epoca in cui il sistema tolemaico o geocentrico erano la realtà assoluta e universalmente riconosciuta; in un periodo storico in cui, secondo un retaggio antico risalente addirittura alla filosofia aristotelica, si riteneva che al centro dell’Universo vi fosse la Terra, che i suoi abitanti avessero una posizione privilegiata rispetto all’Universo stesso e che ogni altro astro o corpo celeste ruotasse attorno ad essa, veniva particolarmente difficoltoso sovvertire tale convinzione; salvo non essere tacciati di eresia e perseguitati per mano della resistenza ecclesiastica.

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