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ENZO CANNAVALE, L’ISTRIONICO CARATTERISTA

 

 

 

Il 18 marzo 2011 moriva, all’età di 83 anni, l’attore Enzo Cannavale.

Nato il 5 aprile 1928 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, Vincenzo Cannavale in arte Enzo Cannavale, viene scoperto dal grande Eduardo De Filippo che lo portò ad abbandonare il ruolo di impiegato per calcare, da istrionico caratterista, i palcoscenici non solo partenopei insieme ad Aldo Giuffrè in commedie di successo come “Fortunato…!”,  “Miseria e nobiltà” e “La festa di Montevergine”.

 

UNA LUNGHISSIMA CARRIERA NEL CINEMA: OLTRE 100 TRA FILM E FICTION.

Ha lavorato con i più grandi: da Eduardo De Filippo a Dino Risi, da Francesco Rosi a Sergio Corbucci, da Steno a Nino Manfredi, da Massimo Troisi a Giuseppe Tornatore, da Giuseppe Piccioni a Vincenzo Salemme.

Dagli anni sessanta e fino al 2009 ha recitato in film di genere, in molti dei quali facendo da spalla a Bombolo e raggiungendo la fama nella celebre saga diretta da Steno (Stefano Vanzina), “Piedone lo sbirro” con il mitico Bud Spencer.

Nel 1988 ha ricevuto il Nastro d’argento come migliore attore non protagonista per l’interpretazione in “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo; sempre nello stesso anno ha fatto parte del cast del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e dell’Oscar per il miglior film straniero. Nel 1991 ha ottenuto una candidatura ai David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film “La casa del sorriso”.

Enzo Cannavale, ha recitato in altri film per la televisione “Le avventure di Pinocchio” (1972) di Luigi Comencini con Nino Manfredi e Gina Lollobrigida, in cui ha il ruolo del proprietario del Gambero Rosso; “Pazza famiglia 2” (1996) di Enrico Montesano; “Anni ’50” (1998) di Carlo Vanzina; “Tre stelle” (1999); “L’ispettore Giusti” (1999) di Sergio Martino; “Non ho l’età” (2002). La sua ultima apparizione televisiva è in una puntata del telefilm “I delitti del cuoco” (2010) accanto ancora una volta al gigante buono del cinema: Bud Spencer.

 

 

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