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NERO A METÁ: IL RICORDO DELL’ICONA BLUES PINO DANIELE

Pino Daniele si dichiarerà per tutta la vita un garibaldino, un figlio del Sud, anche dopo l’arrivo del successo internazionale, soprattutto quando gli anni da indigenza estrema nei Quartieri Porto a Napoli, dov’era nato il 19 marzo 1955, sembravano oramai lontani.

Il primo strappo Daniele lo vive proprio durante l’infanzia: i genitori, incapaci di gestire autonomamente sei figli, lo lasciano infatti a Piazza Santa Maria La Nova, dalle zie acquisite Lia e Bianca, che però lo allevano con una dedizione sorprendente.

Dopo il diploma di ragioniere, Daniele ha oramai imparato da autodidatta a suonare la chitarra, con esercitazioni giornaliere che spesso si spingono fino a notte fonda, a volte persino all’alba.

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Dopo aver fatto parte di una cesta di gruppi locali, dai New Jet ai Batrcomiomachia, nei Napoli Centrale conosce il sassofonista James Senese, che gli fa comprendere la rilevanza espressiva, accanto alla musica folklorica (già incisa nel suo primo album di esordio nel 1977, Terra mia), del Blues di Waters e B.B. King.

Il talento di Daniele sarà infatti quello di creare in ogni suo album -magicamente, incredibilmente- una commistione di generi musicali, da Musicante (1984), nel quale farà confluire le sonorità mediterranee, le melodie cantilenanti di impronta araba e  i ritmi brasiliani scanditi dalle percussioni, alla fusione degli influssi degli echi sonori afroamericani con la tradizione melodica napoletana dando di fatto vita a un nuovo genere, il Tarumbò, un mix tra tarantella e blues, in album come Ferryboat e Bonne soireé, ad esempio.

Con Mascalzone latino (1989)  Daniele si aprirà all’acustico coi fraseggi chitarristici di suoni volutamente latini e mediterranei, mentre in Un uomo in Blues, a predominare saranno invece i giri elettrici, in brani come ‘O scarrafone Leave a Message.

Negli anni ’90 si consolida l’amicizia con il regista Massimo Troisi, per il quale scrive le musiche di “Ricomincio da tre” e di altri film, raccolte nell’album Sotto ‘o Sole.

 

 

 

Le sperimentazioni di questo musicista eccezionale continueranno per tutta la sua carriera, tanto da d abbracciare persino delle contaminazioni  nordafricane in Medina, album del 2001 che vedrà la partecipazione di  Salif Keïta, del franco-algerino Faudel, del turco Omar Farouk Tekbilek, del tunisino Lotfi Bushnaq e dei 99 Posse.

Ricomincio da 30 è uno degli ultimissimi album che realizzerà con i suoi vecchi amici del quartiere (Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo) in nome di una sorta di rifondazione, a distanza di anni, del “Neapolitan Power“, per chiudere nel 2012 con La grande madre (in collaborazione con Steve Gadd, Omar Hakim, Mel Collins, Mino Cinelu e Willie Weeks) dove Pino Daniele ci ricorderà ancora una volta, come in tutto il corso della sua proficua carriera, che per poter iniziare ad abbracciare una fratellanza universale, l’unica possibilità che abbiamo è saperci fare Musica.

 

Per un maggiore approfondimento, cliccate qui:

IL TEMPO RESTERÀ: UN VIAGGIO NELLA MUSICA DI PINO DANIELE

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