CULTURA

5 Aprile 1895 – Oscar Wilde viene condannato per sodomia

Noto come uno dei più grandi esponenti del Decadentismo, nonché grande poeta, aforista, scrittore e artista poliedrico, Oscar Wilde andò incontro al suo declino quando il 5 Aprile del 1895 venne condannato e arrestato per omosessualità, vittima dei pregiudizi e di una mentalità perbenista della società vittoriana.

A rovinarlo una travolgente passione per quell’amore che non osa dire il suo nome, per il grande affetto di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che esisteva tra Davide e Gionata, e che Platone mise alla base stessa della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare.

Non c’è nulla di innaturale  nell’amare Alfred Douglas, detto Bosie, rampollo dell’aristocrazia irlandese.

 Si conobbero nel 1891, anno di pubblicazione de Il Ritratto di Dorian Grey. Proprio qui l’attenzione di Oscar per Bosie sembrava effettivamente ricalcare quella di Basil per Dorian.

Il letterato irlandese non sopravvisse alla sua dannazione sociale: morì a Parigi il 30 novembre 1900, a soli 46 anni, lasciandoci insieme alle sue maestose opere, una serie di carteggi per il suo amato Alfred.

Ecco una delle lettera che il poeta inglese ha indirizzato all’amato lord Alfred Douglas. Il testo fa parte di una serie di missive che Wilde, dal carcere nel quale era stato rinchiuso con l’accusa di sodomia, aveva fatto recapitare al ragazzo che era nel suo cuore.

Roberto Benigni, proprio quest’anno, l’ha recitata a memoria durante la serata inaugurale del Festival di Sanremo.

Mio carissimo ragazzo,

questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.

Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.

Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai.

Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita.  Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell’ amore non è stata compresa.

Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.

Rispondi