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15 APRILE 1938: LA RAGAZZA CON LA VALIGIA CLAUDIA CARDINALE COMPIE 82 ANNI

Considerata una delle attrici più rappresentative e carismatiche del cinema italiano col suo fascino che travalica i confini nazionali e persino del Tempo, Claudia Cardinale nasce il 15 aprile 1938 a La Goletta (Tunisia), figlia di due immigrati siciliani, il padre Francesco che, anche set ingegnere ferroviario- continua a gestire una piccola impresa di costruzione marittima della famiglia e mamma Iolanda, commerciate già ai tempi della sua giovinezza all’Isola delle Femmine.

Pur essendo entrambi i genitori educati in scuole francesi, il radicamento alla terra d’origine è così forte nel padre che l’uomo sceglie, nonostante il crescente anti-italianismo seguito alla caduta del fascismo, di mantenere la nazionalità italiana invece di prendere quella francese, decisione che abbraccerà nella maturità anche la stessa Claudia, da più di trent’anni residente a Parigi.

Trasferitasi in seguito dagli zii a Trapani, Claudia è un’adolescente poliglotta (parla francese, italiano e arabo tunisino) e bellissima, timidissima eppure ribelle, silenziosa ma anticonformista.

Durante la sua partecipazione scolastica a un cortometraggio del regista francese René Vautier, Anneaux d’or, viene notata dal regista Jacques Baratier che le offre un piccolo ruolo ne I giorni dell’amore, ma la svolta arriva nel 1957, quando, dopo aver vinto il concorso per «più bella italiana di Tunisia», durante la Settimana del cinema italiano a Tunisi organizzata dall’Unitalia-Film, farà innamorare con la sua carnagione scura e il suo viso da fotogenia perfetta così tanti cineasti che la ragazza non saprà quale contratto firmare per primo.

Poco prima di partecipare al suo primo film italiano, I soliti ignoti di Mario Monicelli, Claudia viene stuprata e resta incinta ma, a causa di un accordo esclusivo con la casa di produzione Vides di Cristaldi, sarà costretta per anni a presentare il figlio Patrick come suo fratello.

Un dolore che ancor più le farà prendere le distanze dall’ipocrisia imperante nell’industria cinematografica.

La consacrazione della magnetica attrice denominataLa fidanzata d’Italia”, arriva pienamente nel decennio seguente, quando sarà diretta dai migliori registi dell’epoca: da Zurlini (in La ragazza con la valigia che le consegna il primo David di Donatello) a Visconti (Il Gattopardo) da Fellini () a Leone (C’era una volta il West, ad esempio), da Bolognini (Il Bell’Antonio, La Viaccia) a film francesi come Les pétroleuses e La scoumoune.

Mentre è su tutti i rotocalchi scandalistici per la sua passionale storia d’amore con il controverso regista Pasquale Squitieri («Da un uomo, voglio che sia forte. Perché io so di essere una donna forte, e con un uomo voglio stabilire un rapporto di parità: non voglio essere dominata, ma non voglio neanche dominare.») e dopo la nascita della piccola Claudine, nel 1981 cla Cardinale vince il Nastro d’Argento per la sua intensa interpretazione ne La pelle, ottenendo finalmente il meritato riconoscimento attoriale, confermato poi successivamente con l’assegnazione del Leone d’oro a Venezia nel 1993 e del Leone d’oro a Berlino nel 2002.

L’atteggiamento distaccato verso il proprio lavoro e la sua vita lontana dalla luci della ribalta («La maggior parte degli attori è gente cupa, silenziosa, pochissimo comunicativa»), hanno consacrato, così, Claudia Cardinale come una delle attrici più ipnotiche e speciali dell’intera cinematografia italiana.

«Le donne che fanno il mio mestiere spesso sono disperate. Gli uomini, solitari, quasi sempre e quasi tutti: aspettano di esprimersi solo davanti alla macchina da presa. Che Dio conservi tra noi gli ironici, quelli che amano la vita più del loro lavoro. E soprattutto i pazzi.»

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