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GINO STRADA, CRONACHE DA UN CHIRURGO DI GUERRA

Gino Strada, storico fondatore della ONG Emergency e uno delle massime figure del pacifismo e della medicina umanitaria italiana, strenuamente impegnato nell’offrire cure mediche nei teatri di guerra e nelle aree più povere del Mondo, nasce il 21 aprile 1948 nel comune operaio della cintura milanese di Sesto San Giovanni.

Nonostante un’educazione fortemente cattolica, Strada inizia ad avvicinarsi alle filosofie atee marxiste durante gli anni universitari alla Statale di Milano dove si laureerà in Medicina nel 1978 per poi conseguire la specialistica in Chirurgia d’urgenza.

Per Strada questo è anche un periodo di forte attivismo politico, un fervore passionale che lo spingerà in seguito a lasciare le cattedre in chirurgia cardiopolmonare a Stanford, Pittsburgh e poi al Groote Schurr Hospital a Città del Capo (Sudarica), per scegliere di dedicarsi totalmente alla missione di aiutare gli ultimi.

Spinto dal fuoco sacro di questo obiettivo sociale inizia, così, a lavorare dal 1989 al 1994 con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto, dal Pakistan all’Etiopia, dal Perù all’Afghanistan e Bosnia ed Erzegovina.

Questa formativa quanto durissima esperienza sul campo, lo condurrà a fondare nel 1994, assieme a un gruppo di motivatissimi colleghi, Emercency, un’associazione internazionale che continua ad offrire tuttora assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in più di 16 Paesi nel mondo.

Il dolore più grande bussa alla porta di Strada nel 2009 quando l’amatissima moglie Teresa Sarti muore dopo un lungo periodo di degenza, tragico evento che lo spingerà ad affidare la Presidenza dell’Organizzazione alla figlia Cecilia.

La tenacia con la quale Strada difende i suoi ideali di comunanza fraterna lo porta spesso a scontrarsi con le Istituzioni italiane e i governi stranieri, denunciando l’aumento continuo delle spese militari, la gretta posizione anticostituzionale della NATO nei territori di guerra e le barbare politiche sull’immigrazione.

Un pacifismo strenuo e radicale che gli ha permesso di vincere non solamente nel 2002 il “Premio Colombe d’Oro per la Pace” dall’Archivio disarmo a personalità che si sono distinte in campo internazionale ma soprattutto nel 2015 il Right Livelihood Award, premio assegnato dal Parlamento svedese alla vigilia del Nobel per la Pace a coloro che s’impegnano per una società migliore e un’economia più giusta e per la prima volta consegnato a un italiano.

Per chi volesse conoscere meglio questo medico coraggioso, quasi titanico, in continua lotta contro gli ingranaggi storti delle politiche internazionali e sempre prodigo nell’aiutare i bisognosi e gli afflitti, consigliamo la visione del documentario Open Heart girato in suo onore di Kief Davidson, regista che, durante le riprese, mai è venuto meno alle parole -che sono sempre diventate poi fatti- di Gino Strada.

Se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo come un cane, è malato o ha fame, è cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi.

 

 

 

 

 

 

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