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26 APRILE 1986: LA NOTTE DI CHERNOBYL

Era il 26 aprile del 1986 quando, alle ore 1:23:46 del mattino, nella centrale nucleare di Chernobyl, a 124 km da Kiev in Ucraina, all’epoca parte dell’Unione Sovietica, si stava effettuando un test sulla sicurezza dell’impianto, basata sulla verifica della continuità nella produzione di energia elettrica in assenza di alimentazione esterna. Un guasto al reattore numero 4 dell’impianto provoca quello che si rivelerà il più grave incidente della storia dell’energia nucleare, sprigionando la dispersione nell’aria di materiale radioattivo e una contaminazione della zona.  Una quantità maggiore rispetto a quella delle bombe americane su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. L’incidente verrà classificato a livello 7, il massimo della scala INES dell’IAEA, come quello avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

34 anni dopo per gli esperti ci sono ancora conseguenze sulla salute, dovute agli effetti a lungo termine delle sostanze radioattive rilasciate nell’ambiente.

 

CHERNOBYL: UNA MINISERIE IN 5 PUNTATE SULLA NOTTE CHE HA SEGNATO  LA  STORIA DEL NUCLEARE

 

Prodotta dall’HBO, ideata e scritta da Craig Mazin e diretta dallo svedese Johan Renck, la serie cerca di raccontare l’eziologia e le conseguenze di uno dei più terrificanti disastri nucleari di tutti i tempi, quello avvenuto il 26 aprile del 1986 nella centrale di V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all’epoca parte dell’ Unione Sovietica), a 3 km dalla città di Pryp”jat’ e 18 km da quella di Černobyl’.

Questa miniserie, basata su “Preghiera per Černobyl’“, libro del premio Nobel Svjatlana Aleksievič che ha coraggiosamente raccolto un nugolo di testimonianze dirette dei sopravvissuti al disastro nucleare, è diventata ex abrupto un cult negli indici di gradimento (è, infatti, la serie con il rating più alto nel sitoImdb) ed è anche però fonte d’ispirazione per una nuova, dannosissima moda che sta dilagando fra i social-media influencer, cioè quella di raggiungere in massa la centrale oramai spenta per scattarsi un selfie il più possibile vicino all’ epicentro del disastro.

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https://metismagazine.com/2019/07/05/chernobyl-la-serie-cult-dellestate/

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