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28 APRILE, IL MONDO CELEBRA LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO. IN TEMPI DI PANDEMIA SI PUÒ?

Il 28 Aprile ricorre la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, una campagna annuale internazionale nata per promuovere un lavoro sicuro, sano e dignitoso.

La giornata è stata istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sin dal 2003, per incentivare la cultura della sicurezza e della salute sul lavoro e promuovere il diritto di tutti gli individui ad avere un ambiente di lavoro sicuro e sano; un diritto che sia concretamente rispettato a tutti i livelli e che trovi nelle istituzioni e nelle politiche nazionali un punto di riferimento saldo.

Il tema è quanto mai attuale in questo periodo difficile, in cui il mondo intero cerca disperatamente uno spiraglio di luce dopo il lockdown legato all’emergenza sanitaria da Covid19.

E proprio in vista della tanto agognata Fase 2, sono stati adottati due protocolli per la prevenzione e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, condizioni evidentemente imprescindibili per la riapertura delle unità produttive prevista nei prossimissimi giorni.

Lo scorso 24 aprile è stato integrato il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, già adottato in data 14 marzo dal Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministeri dello Sviluppo Economico, della Salute, del Lavoro e con le parti sociali ai fini del contenimento del contagio negli ambienti di lavoro ed è stato previsto che la mancata attuazione del Protocollo, e l’incapacità del datore di lavoro di assicurare adeguati livelli di protezione ai lavoratori comporterà la sospensione immediata dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Il secondo documento, pubblicato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL in data 23 aprile 2020 e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Protezione Civile, prevede la predisposizione di una metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio; l’obiettivo è quello di calcolare, per quanto possibile, il rischio di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro. Viene rivolta l’attenzione altresì alle misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di lotta all’insorgenza di focolai epidemici, che l’imprenditore è chiamato ad adottare onde garantire un ambiente di lavoro salubre.

La Fase 2 è ormai alle porte e le forze di governo pensano già in prospettiva ad una fase 3, nella quale questo oscuro periodo dell’esistenza umana si spera possa essere solo un triste ricordo.

Vedremo se le misure messe in campo dalle istituzioni si riveleranno efficaci ai fini di una reale ed effettiva tutela dei lavoratori e del rispetto di quello che senza ombra di dubbio può qualificarsi come uno dei più importanti diritti umani.

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