Caro John

COME SCONFIGGERE LA CLAUSTROFOBIA – I CONSIGLI DI JOHN

Caro John,

mi chiamo Greta e compirò 23 anni a giugno. Sono sempre stata una ragazza indipendente e vivo da sola già dall’inizio dell’università ma, a causa della pandemia del COVID-19, sono quasi due mesi che sono tornata a stare in famiglia, dove in sei (i miei genitori e tre fratelli) condividiamo un piccolo appartamento al quarto piano di un condominio del centro di Torino. L’impossibilità di uscire e di dover attualmente dividere questi spazi ristretti da alcune settimane mi sta creando uno stato di ansia così forte da avere frequenti attacchi di panico e un senso di oppressione costante. Come posso stare meglio?

 

Cara Greta,

questi scombussolamenti fisici che stai vivendo sono sintomatici di un disturbo d’ansia frequente chiamato Claustrofobia (da claustrum luogo chiuso e fobia ossia timore ossessivo per i luoghi chiusi).

Chi soffre di questo disturbo viene assalito da una sensazione di angoscia, forte disagio o panico non appena si trova rinchiuso in stanze di piccole dimensioni e senza finestre o in altre situazioni che creano oppressione e danno l’impressione di essere in trappola, come ad esempio durante una risonanza magnetica o in un ascensore affollato.

La Claustrofobia è accompagnata da tachicardia, eccessiva sudorazione, vampate di calore o sudorazione fredda e,come nel tuo caso, veri e propri attacchi di panico.

Sulle cause reali ci sono ancora numerosi dubbi, una malattia forse dovuta a un malfunzionamento dell’amigdala (struttura appartenente al sistema limbico in grado di influenzare il processo di percezione di pericolo), a un trauma sperimentato durante l’infanzia o l’adolescenza o addirittura a un antico meccanismo di autodifesa dell’organismo che percepisce un istintivo di pericolo quando è assalito dalla percezione di sentirsi braccato e in trappola.

Ma non preoccuparti, cara Greta, perché alla Claustrofobia si può guarire!

Nei casi più gravi con dei farmaci beta-bloccanti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) debitamente prescritti dal medico curante, nei casi meno gravi attraverso la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Un segreto? Prova degli esercizi di respirazione di training autogeno e yoga!

Ti saluto lasciandoti un video su alcune tecniche di rilassamento che credo ti saranno serenamente utili per stare meglio.

John

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