CULTURA

IL GIORNO MANGIA LA NOTTE DI SILVIA BOTTANI

Nefando, innominabile crimine, al di là di ogni stupore, empio, intollerabile. Dov’è la giustizia degli ospiti? 

Euripide, Ecuba

 

Ha inizio con questa citazione “Il giorno mangia la notte”, romanzo d’esordio della giornalista Silvia Bottani, pubblicato da Sem.

I versi ripresi dalla tragedia euripidea richiamano perfettamente l’atmosfera del romanzo, che si apre appunto con un crimine: innominabile, empio, intollerabile. Da questo grave atto delittuoso si intrecciano, con pathos e colpi di scena, all’improvviso, le vite di tre sconosciuti. Sullo sfondo di un’estate torrida, la città di Milano, soffocante di giorno e solitaria di notte, diventa insieme a loro, emblema e fulcro della narrazione.

Naima, una bella ragazza di venticinque anni, italiana di origine marocchina, che pratica kickboxing e lavora come insegnante di sostegno in una scuola elementare; Giorgio, ex pubblicitario rampante, un matrimonio alle spalle con Marina, di cui è ancora perdutamente innamorato, oggi un uomo cinico dipendente dall’alcol, dalla cocaina e dal gioco; Stefano, figlio di Giorgio, praticante avvocato e militante neofascista.

 

silvia bottani

Silvia Bottani, Il giorno mangia la notte, Sem

 

Un romanzo potente di grande intensità e tenuta letteraria che scava nell’anima dei personaggi e ce li presenta così come appaiono veri, senza maschere, nella loro essenza, rabbia e fragilità.

Naima cerca di vivere la propria vita ma si trova a scontrarsi con un mondo che gli rivolge insulti razzisti, vuole imporle un ruolo e poi le infligge un brutto colpo, un’ingiustizia.

Stefano ha subito la disintegrazione del matrimonio dei suoi genitori e cerca un senso nel perseguimento di un ideale politico, Giorgio combatte con i demoni del passato e si fa divorare dal desiderio di rivalsa.

Ognuno di loro sperimenta il dolore, l’aggressività trovando rifugio in quelle cose che possono farli sentire ancora vivi: la boxe, i soldi, la politica e il potere, il sesso.

Il giorno mangia la notte è una storia dura, di disfatte e di rivincite. E’ una storia d’amore tenace, ruvida, tenera. Naima è una donna schietta, istintiva che segue ciò che le dice il suo corpo. Con Stefano infatti accade qualcosa di imprevisto e diverso rispetto alle relazioni precedenti:

 “Naima si dimenticò di se, per un po smise di essere figlia, lasciò cadere ogni maschera fu li presente, nuda e aperta, desiderante, disposta a perdersi”.

C’è qualcosa di inspiegabile nell’attrazione e nell’amore, i due scontrandosi scoprono una vicinanza che mai avrebbero immaginato, vorrebbero sottrarsi ma devono arrendersi. Arrendersi alla forza dell’amore, l’unica forza capace di superare le barriere e le differenze.

“Furono di nuovo due individui che combattono e nel combattimento si riconoscono, dandosi un nome e trovando una tregua, incuranti del rispettivo passato e della vita che si ostentava a correre, insensata, fuori dal ring”.

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