CULTURA

4 MAGGIO 1886, LA BOMBA DI HAYMARKET

Tra il 1850 e il 1900 il mondo visse un periodo storico definito “Seconda Rivoluzione Industriale”, nel quale si assistette ad una rapidissima urbanizzazione delle zone rurali e alla industrializzazione di molte aree, con conseguente notevole sviluppo economico.

Nel 1855 in Australia per la prima volta venne coniato lo slogan “8 ore di lavoro, 8 ore di svago, 8 ore di riposo”, un motto sicuramente gradito e condiviso dai lavoratori di tutto il mondo, ma non allo stesso modo dai loro padroni.

Tolta l’Australia, nel resto del pianeta la situazione dei lavoratori era al limite dell’umano; si lavorava anche 16-18 ore al giorno in condizioni igienico-sanitarie assolutamente precarie e senza il benché minimo presidio di sicurezza; a lavorare erano costretti persino i bambini, strappati in tenera età al gioco ed alle braccia amorevoli delle loro madri per portare un tozzo di pane a casa.

Ad uno stato dell’arte così drammatico cominciarono a rispondere i lavoratori di tutto il mondo organizzandosi in gruppi e scioperando per far sentire la loro voce e per recriminare condizioni migliori.

Il 1 maggio del 1886 fu indetto un grande sciopero a livello mondiale ed in particolare a Chicago le dimensioni della protesta divennero gigantesche.

Proprio a Chicago la dissidenza durò diversi giorni, durante i quali la polizia attaccò i manifestanti cagionando alcune morti.

Il 4 maggio con l’ausilio di alcuni anarchici intervenuti a sostenere i lavoratori scioperanti fu organizzato un presidio pacifico in Haymarket Square, proprio per protestare contro le scorrettezze delle Forze dell’Ordine e contro la loro cattiva gestione nel contenimento dello sciopero.

Durante il presidio, nonostante non vi fosse nulla di anomalo, la Polizia ordinò alla folla di disperdersi e cominciò ad avanzare verso il punto in cui si stava discutendo. Fu durante tale avanzamento che venne esploso un ordigno proprio vicino alla prima linea della polizia ed un appartenente alle Forze dell’Ordine venne ucciso. A quel punto la polizia aprì il fuoco.

Per tale accadimento drammatico furono processate otto persone che vennero condannate sebbene non si riuscì mai a dimostrarne l’effettiva colpevolezza.

Il verdetto si poggiava sul convincimento che, anche se nessuno degli imputati aveva materialmente lanciato l’ordigno, tutti loro avevano quanto meno incitato il materiale esecutore dell’esplosione al lancio della bomba da cui poi era scaturito l’aprite il fuoco della polizia.

Ad oggi rimangono ancora non del tutto accertate le dinamiche di uno degli incidenti più gravi che la storia ricorda come la strage di Haymarket, a causa della quale ha preso forma lo stereotipo dell’anarchico bombarolo.

 

Copyright foto: https://www.cripticart.com/primo-maggio-vendicatore-dei-lavoratori/

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