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NONA SINFONIA DI BEETHOVEN: PRIMA ESECUZIONE DELL’INNO ALLA GIOIA

7 maggio 1824 : per la prima volta si eseguiva al Theater am Kärntnertor (Teatro della porta Carinzia) di Vienna la Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven.

La prima esecuzione avvenne sotto la direzione del maestro Ignaz Schuppanzigh. Il manoscritto originale dell’opera è conservato a Berlino, nella biblioteca cittadina.

Fu l’evento artistico dell’anno. In un’epoca di dure repressioni: la rivoluzione francese del 1789 aveva ispirato i popoli d’Europa a sfidare le classi aristocratiche al potere e battersi per la libertà e lo sviluppo dei diritti civili. In un contesto storico-sociale delicato, la Nona Sinfonia regala al mondo intero un barlume di speranza.

Simbolo di libertà e di gioia, l’opera resta una delle composizioni più innovative e influenti nella storia della musica, fonte di ispirazione per intere generazioni musicali.

L’Inno alla Gioia

La Nona sinfonia in Re minore, Op. 125, fu realizzata da Ludwig van Beethoven, ormai completamente sordo. Venne commissionata dalla “Society of London” (oggi diventata la “Royal Philharmonic Society”) nel 1817, anche se Beethoven era già da tempo intenzionato a scrivere un adattamento del poema di Schiller. Il quarto movimento della Nona contiene infatti una parte cantata dell’ode “Alla gioia” (“An die Freude” in lingua originale) del poeta Friedrich Schiller (1759-1805), ed è per questo detto “Inno alla Gioia”.

Il testo del poema venne fortemente modificato dal compositore tedesco, per ragioni di metrica. Il suo significato resta comunque immutato. Beethoven non è il solo musicista a utilizzare il poema di Schiller: già Schubert nel 1815 e successivamente il russo Tchaikovsky ne realizzarono un adattamento musicale.

La Nona Sinfonia apparve subito come un capolavoro rivoluzionario, non solo per la presenza delle voci e del coro, ma perché metteva in crisi il concetto stesso di “Sinfonia”. Oltre che una sintesi di tutto ciò che era stato fino ad allora sperimentato e acquisito nel genere sinfonico, la Nona è anche una grandiosa architettura sonora nella quale Beethoven fa convivere altri generi musicali: lo stile operistico, la musica militare, gli esotismi «alla turca», la scrittura polifonica tipica della musica sacra.

Nel 1972 l’Inno alla Gioia, è proclamato dal Consiglio d’Europa come Inno europeo simbolo dei valori di pace, libertà e solidarietà perseguiti dagli Stati Membri. Oggi l’Inno alla Gioia è conosciuto come l’Inno dell’Unione Europea.


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