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“IL CORVO” DEBUTTA NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE

Il Corvo debuttò nelle sale cinematografiche il 13 maggio 1994, ventisei anni fa, con incassi da capogiro. Le atmosfere cupe e gotiche del film ne fecero un cult del genere, grazie anche a una colonna sonora d’autore, firmata da gruppi storici del punk rock, del calibro dei The Cure e dei Joy Division.

Il ruolo di protagonista venne offerto a Brandon Lee. L’attore, figlio del celebre Bruce Lee, aveva già acquisito una certa notorietà per aver girato dei film d’azione, ma non riusciva a scrollarsi di dosso la figura del padre e questo rappresentava un limite alla sua carriera. Ma l’opportunità arrivo grazie al regista egiziano Alex Proyas, che decide di realizzare su pellicola il fumetto pubblicato da James O’Barr tra il 1988 e il 1989.

Il Corvo

La pellicola che ha segnato intere generazioni narra la storia di Eric Draven e Shelly Webster, una coppia che si trova coinvolta nella terribile Notte del Diavolo. Così chiamata a causa dell’esplosione di violenze in città ad opera di criminali assoldati dal boss Top Dollar. Eric torna in vita, scortato da un corvo, simbolo di congiunzione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Compie la sua vendetta, reso invulnerabile dai suoi poteri ultraterreni.

Il tragico episodio

Il Corvo è ricordato anche per il tragico episodio avvenuto il 31 marzo 1993, tre giorni prima della fine delle riprese: durante una scena che prevedeva l’uso di una pistola, partì un proiettile che colpì il protagonista all’addome. La corsa in ospedale non servì a salvargli la vita. Grazie al consenso della compagna di Brandon Lee, si portarono a termine le riprese, utilizzando montaggio digitale e controfigure.

Il caso di Brandon Lee fu il primo in cui un attore venne ricostruito al computer in post-produzione. La computer graphic, all’epoca agli albori, fu indispensabile per terminare la lavorazione

Il tragico episodio, dovuto al mancato controllo dell’arma da parte dello staff, fu uno choc per il mondo del cinema, che decise in seguito di vietare che le armi venissero puntate sugli attori.

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