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GIOVANNI FALCONE E LA STRAGE DI CAPACI

Il magistrato Giovanni Falcone nasceva il 18 Maggio del 1939, oggi avrebbe compiuto 81 anni se quel maledetto giorno la sua vita non fosse stata troncata dalla mafia che aveva sempre combattuto. Un magistrato che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia, per molti il più alto esempio italiano di uomo delle istituzioni. Tra i primi a parlare di Cosa nostra come “organizzazione parallela allo Stato”, i suoi metodi di lavoro innovarono l’attività investigativa.

Quel sabato di maggio che preannunciava l’arrivo dell’estate a Palermo, lasciava intravedere anche qualcos’altro.La strage di Capaci non è da ricordare come un anniversario di morte ma come celebrazione di una vita straordinaria, quella di un uomo, di un magistrato che ancora sa sorprenderci e darci speranza. Non voleva essere considerato un eroe, Giovanni Falcone.

Il suo lavoro, il suo “spirito di servizio”, il suo impegno in prima linea nella ricerca della legalità e della Giustizia non era da considerarsi un atto eroico bensì come l’unica via possibile per vincere con disciplina e incorruttibilità quella grande battaglia.La battaglia non è stata del tutto vinta ma il rifiuto dell’omertà, del pizzo, del silenzio, dell’umiliazione si è radicato bene nella società del Mezzogiorno e non solo.Ha smosso le coscienze.

Oltre ad aver lasciato agli addetti ai lavori un importante metodo d’indagine imitato e ripreso da tanti altri Paesi, il suo operato è andato ben oltre le aule di Tribunale estendendosi in massicce azioni “culturali”.Il suo nome risiede nelle scuole, nelle associazioni, nelle strade, nei progetti dedicati alla sua memoria. Nel 2006 Giovanni Falcone venne inserito dal settimanale Time tra gli eroi degli ultimi 60 anni.

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