CULTURA

LA METAMORFOSI DI KAFKA: ANALISI ANTROPOLOGICA DELLA DIVERSITÀ

Nell’anniversario della morte di Franz Kafka, uno degli scrittori di maggiore spicco del panorama letterario di inizio Novecento, non può certo sfuggire una riflessione su colui che può senza dubbio definirsi il massimo esponente del romanzo esistenzialista e del realismo magico europeo.

In questa data particolare abbiamo deciso di rivolgere lo sguardo ad un’opera che di Kafka mette a nudo l’animo, perché rispecchia in un certo senso buona parte dei drammi della sua breve esistenza.

Correva l’anno 1915 quando l’editore Kurt Wolff pubblicava a Lipsia la prima edizione del racconto “La metamorfosi” di Franz Kafka.

L’opera racconta la storia di un giovane, tale Gregor Samsa, che un bel giorno si risveglia nel corpo di uno scarafaggio; ed all’esito di tale metamorfosi tenta di regolare tutta la sua vita ed i suoi rapporti con la società e con la sua stessa famiglia alla luce di questa nuova e quanto mai singolare condizione.

Si tratta di un’opera particolarmente complessa che affronta tutta una serie di temi di particolare rilievo antropologico e sociale, primo tra tutti quello della diversità e dell’incapacità tutta umana di accettazione dell’altro da sé; una diversità che fa paura, che spaventa e dalla quale si cerca di allontanarsi il più possibile.

Ma il racconto offre altresì una sottile e particolareggiata fotografia di un ulteriore aspetto tipicamente umano, che è quello dell’alienazione, della spersonalizzazione di chi è tenuto ad assumere un ruolo che non gli appartiene e dell’egoismo dell’individuo.

La stessa sensazione di ripugnanza provocata dall’aspetto dell’uomo-insetto, vissuta anche da coloro che gli dovrebbero essere vicini, come i suoi stessi familiari, mette in rilievo il conflitto generazionale tra il protagonista della storia e i suoi genitori – un conflitto che riflette pienamente il rapporto dello stesso Kafka con un padre anaffettivo e dispotico – ponendo l’accento su come, se fino a che Gregor era stato in grado di dare un contributo concreto al menage familiare egli era stato anche ben accetto, stimato ed apprezzato dalla sua famiglia, nell’esatto momento in cui aveva perduto tale capacità di apporto, era stato ritenuto un peso anche da coloro che avrebbero dovuto amarlo e che, invece, paradossalmente, provavano addirittura sollievo per la sua morte.

Un’opera senza dubbio ancora attuale quella di Kafka, che sopravvive alle epoche ed agli urti della storia; un’opera sulla quale ciascuno di noi dovrebbe intavolare una accurata e profonda riflessione per comprendere come, il più delle volte, l’ingratitudine umana oltrepassi di gran lunga la misericordia divina.

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https://www.ilfoglio.it/cultura/2015/11/13/news/metamorfosi-di-kafka-e-un-film-impossibile-89609/

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