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EROTOFOBIA: PAURA A PARLAR DI SESSO?

Cari Adam & Eva,

mi chiamo Pasquale e ho 32 anni. Da qualche mese ho iniziato a frequentare una ragazza mia coetanea con cui, fin da subito, sono entrato in sintonia e verso la quale sento una considerevole pulsione sessuale. L’atto fisico è a dir poco soddisfacente, c’è una complicità tale da sentirmi libero di osare e addentrarmi nelle più fervide delle fantasie. Lei è davvero mia complice, mi asseconda senza innalzare alcun freno. C’è solo un problema tra di noi: non mi è concesso fantasticare con le parole o parlare di sesso. Durante la quarantena che ci ha visti divisi per un po’ ho risentito molto di questa cosa soprattutto perché non potendoci incontrare avrei voluto mantenere in auge il nostro erotismo almeno parlandone.

Da cosa dipende questa chiusura a voler parlare di sesso e come posso superare il problema?

 

Caro Pasquale,

potrebbe trattarsi di erotofobia, una  fobia che non riguarda atti sessuali veri e propri, ma il semplice parlare di sesso, o nei casi più gravi, avere a che fare con materiale che ha attinenza con la sessualità.
La Dottoressa Giuliana Proietti, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, afferma che:

Le fobie sessuali si sviluppano a seguito di un’educazione particolarmente rigida, dove la sessualità è un vero e proprio tabù, o a seguito di traumi sessuali subiti nell’infanzia. In alcuni casi la paura è più generalizzata: si tratta di una paura inconscia del piacere, dal quale si tema possa discendere, quasi magicamente, una qualche minaccia”.

Per liberarsi di queste fobie occorre prima di tutto diventarne consapevoli ed avere sufficiente motivazione ad affrontare il problema con se stessi– e continua- Può essere utile informarsi attraverso delle pubblicazioni scientifiche sulla sessualità e imparare a guardare al piacere sessuale come parte integrante della vita umana: non si dovrebbe infatti avere paura del proprio corpo e delle sue funzioni: così come viene considerata la funzione respiratoria o la funzione digestiva, dovrebbe avere spazio e dignità anche quella sessuale”.

Come per affrontare la timidezza d’amore, serve, anche in questo caso essere consapevoli e affrontare il problema in maniera diretta, prima di tutto con se stessi, poi parlandone con una terza persona che sia uno psicologo o un sessuologo.
Aspettare e nascondere il problema non farebbe altro che accrescerlo e impedire di vivere un’intimità serena.

Nella peggiore delle ipotesi, caro Pasquale, dovrai convivere con il noto detto: fuori dal letto nessuna pietà.

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