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KOBE BRYANT, L’UOMO DIETRO L’ATLETA

Kobe Bryant è stato uno dei cestisti più amati della storia dell’NBA. Scomparso tragicamente insieme a sua figlia lo scorso 26 Gennaio a seguito di un incidente in elicottero, Kobe ha segnato la storia del Basket e, soprattutto, ha portato un esempio grandioso nel mondo dello sport, cioè come essere una persona umile nonostante il grandissimo successo.

La morte di Kobe Bryant e di sua figlia di tredici anni Gianna ha gettato nello sconforto milioni di fan del cestista e della sua giovane figlia che aveva intrapreso le orme del padre con grande successo, nonostante la sua giovanissima età. Bryant ha lasciato la moglie e altre tre giovani figlie ma il suo ricordo è ancora vivo nei cuori di tutti coloro che lo hanno ammirato come atleta e come uomo.

Bryant sbarca nell’NBA nel 1996 ed è la prima e unica guardia a essere scelto nel draft direttamente dal liceo è stato anche il giocatore più giovane a partecipare all’All Star Game ad appena diciannove anni. Dopo la sua recente scomparsa è stato anche inserito della Hall of Fame la cui cerimonia però, visto l’attuale situazione d’emergenza sanitaria, verrà rimandata alla primavera 2021.

Da sempre legatissimo all’Italia, Kobe Bryant ha voluto anche chiamare le sue figlie con nomi italiani o di località del Bel Paese. Da piccolo ha militato in diverse squadre italiane tra Reggio Calabria, Rieti, Reggio Emilia e Pistoia. Quando esordì nell’NBA non passò nemmeno per il campionato universitario, come sono soliti fare gli atleti statunitensi, ma venne subito ingaggiato prima dai Charlotte Hornets per poi passare subito ai Los Angeles Lakers, squadra che non avrebbe mai più lasciato, per una carriera professionistica lunga più di venti anni. Il suo amore per il Basket è stato incommensurabile. Bryant è stato un atleta che ha vissuto per il suo sport, conquistando non pochi record: è stato il più giovane giocatore dell’All Star Game disputandolo a soli 19 anni; nel 1998 diventa il miglior realizzatore con 280 Punti; è il più giovane giocatore ad essere stato scelto nel NBA All-Rookie Team; è stato il più giovane giocatore ad avere segnato 33.000 punti e quarto miglior realizzatore di sempre in NBA.

Alla pallacanestro, Bryant ha dedicato anche una lettera d’addio, così tanto commovente da ispirare il regista e animatore Glenn Kean per la realizzazione di un cortometraggio, Dear Basketball, vincitore dell’Oscar nel 2018: “il mio corpo sa che è ora di dire addio. E va bene. Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme. I momenti buoni e quelli meno buoni”.

Nella vita di Bryant non sono mancati, però, anche gli scandali, infatti fu accusato di stupro, accusa poi ritirata dalla stessa donna che lo aveva denunciato. Questo momento oscuro della vita di Kobe Bryant non ha però messo in ombra le tante conquiste e la sua ricchezza sportiva. Oggi diventa un faro di speranza per tutti quei giovani che si avvicinano al mondo dello sport in generale, non solo del Basket. Questo perché quando una leggenda nasce è difficile che ricopra solamente una parte della vita delle persone. Bryant è fonte di ispirazione per tutti coloro che cercano di spingersi al di là delle proprie possibilità, contando sempre su una crescita personale che, ovviamente, è sempre la risposta alle cose più difficili della vita.

 

 

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