CULTURA

PREDIRE IL FUTURO: PURA MAGIA O COINCIDENZE SIGNIFICATIVE?

Oroscopo, cartomanzia, chirologia, sfera di cristallo, fondi di caffè e chi più ne ha, più ne metta. Con il trascorrere inesorabile del tempo abbiamo dato sfogo a tutte le nostre abilità per cercare di interrogare gli Dei e per riuscire ad aprire un piccolo portale sul nostro futuro.

Credete che sia un’arte per una fascia ristretta di gente poco istruita e che crede nel mondo delle illusioni?

Ebbene, chi non ha provato almeno una volta la curiosità di consultare l’oroscopo o la tentazione di farsi leggere le carte da una di quelle chiromanti che, con sgabello candela e tavolino, vivacizzano le feste popolari nel periodo estivo? Chi non è rimasto in qualche modo attratto o incuriosito dal significato dei segni zodiacali o dal susseguirsi casuale delle carte, estratte dal mazzo e poi analizzate per dare risposta a quesiti relativi ad amore, salute, soldi?

Quei gesti, quelle pratiche e quei rituali, che appaiono così bizzarri nell’odierna società tecnologica e razionalista, costituiscono la testimonianza ancora vitale di usanze antichissime, sviluppatesi all’alba della storia dell’uomo e giunte fino a noi attraverso i millenni ancora cariche del fascino misterioso che da sempre avvolge l’arte di predire il futuro.

L’astrologia, così come la cleromanzia (dal greco kleros- ‘sorte’ e -manteia ‘indovinare’), ossia la predizione del futuro per mezzo di oggetti (sassi, bastoncini, fave, frecce, dadi) estratti o gettati a caso, costituivano solo due esempi tra le numerosissime pratiche adottate dagli antichi per cercare di conoscere il destino del singolo, dei popoli, degli eserciti, dei governi.

Ma prendiamo in analisi i tarocchi, il mezzo divinatori di precognizione più noto ed utilizzato oggi. 

I tarocchi sono, almeno in apparenza, un comunissimo mazzo da gioco composto da settantotto carte, definite lame o arcani: ventidue maggiori e cinquantasei minori. Queste carte, ricchissime di raffigurazioni allegoriche, rappresentano dunque uno dei più antichi e completi sistemi divinatori: un insieme di simboli a cui far riferimento per innescare le doti paranormali di precognizione che tutti, in una certa misura, possediamo naturalmente come eredità ancestrale. C’è tutta la storia dell’uomo in questo carosello di cartoncini colorati: c’è la nascita e c’è la morte, ci sono l’amore, il trionfo, la caduta e la tentazione.

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Nel linguaggio parascientifico, la previsione del futuro viene comunemente classificata sotto il termine di precognizione. Si tratta di un potere paranormale, come la telepatia e la chiaroveggenza, presente, seppur in misura diversa, in tutti gli uomini, inconsapevolmente soffocato per mille ragioni differenti.

Il sesto senso, ovvero la capacità di captare tutti quei fenomeni che sfuggono agli altri cinque, è l’oggetto di studio di una scienza relativamente nuova, ancora osteggiata dalle frange più razionaliste ma sicuramente in via d’espansione e con buone possibilità di apertura verso la fisica: la parapsicologia, la scienza del paranormale e di tutto ciò che è invisibile e non percepibile dal corpo fisico.

Persino Jung, una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico e psicoanalitico del secolo scorso, ha cercato di far luce su eventi inspiegabili teorizzando  il concetto di sincronicità, secondo la quale cose o eventi simili tendono sempre a convergere nello stesso spazio e nello stesso tempo.

“Allo stesso modo in cui la psiche e la materia sono contenute in un solo e medesimo mondo, si trovano, inoltre, in contatto permanente e sono supportate – in ultima analisi – da fattori trascendenti INCOMPRENSIBILI; infatti, è possibile, e anche molto probabile, che la materia e la psiche siano due aspetti differenti della STESSA E UNICA COSA. I fenomeni sincronici mi sembrano volgere in questo senso : il “non psichico” potrebbe comportarsi come il “psichico”, e viceversa, senza che vi sia una relazione causale fra loro.”

Che cosa significa?

Secondo Jung, i fenomeni sincronici, le coincidenze significative, si comportano come delle casualità ripiene di senso. Sono caratterizzati dalla coincidenza – portatrice di significato – di un fenomeno fisico oggettivo, con un avvenimento psichico, senza che si possa immaginare una ragione o un meccanismo causale tra essi. Jung ha incluso, tra gli esempi di coincidenze significative, la telepatia, pratiche divinatorie come la tecnica d’interpretazione dell’astrologia. L’esistenza di avvenimenti sincronici è spesso messa in dubbio, poiché sono rari o eccezionali.

L’argomento più convincente sulla loro realtà è una tradizione millenaria e – in ultima analisi – la sola valida: la propria esperienza personale.

Dunque, ritornando ai tarocchi, trattasi di pura magia o di magia delle coincidenze?

Cosa fa scegliere al consultante proprio quella carta, e non un’altra, guarda caso aderente ad una specifica situazione ed evoca alla mente dell’indovino  guarda caso proprio quell’idea e, non un’altra, in risposta al quesito affidato alle carte?

In questo LIV numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare l’affascinante e misteriosa   tematica dell’arte divinatoria, della magia e del desiderio ancestrale dell’uomo di scoprire il futuro.

Catullo scriveva:

Tu non chiedere, è vietato sapere, quale fine a me, quale a te

gli dei abbiano assegnato, o Leuconoe, e non consultare

la cabala babilonese. Qualsiasi cosa sia, sarà bene accettarla.

Sia che Giove abbia assegnato più inverni, sia che abbia assegnato come ultimo

quello che ora sfianca con le scogliere di pomice che gli si oppongono il mare

Tirreno, sii saggia: filtra il vino e ad una breve scadenza

limita la lunga speranza. Mentre parliamo sarà fuggito, inesorabile,

il tempo: afferra l’attimo e credi il meno possibile nel domani incerto che ci attende.

Non mancherà uno sguardo all’attualità, con approfondimenti sull’emergenza Coronavirus che il nostro Paese e il mondo intero stanno attraversando e, come sempre, le nostre immancabili rubriche.

Senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi ma solo con l’intento di darvi alcuni spunti di riflessioni, vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Giugno.

Buona lettura.

 

 

 

 

 

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