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TURISMO 2020: IPOTESI PER QUESTA ESTATE

Palese è che la pandemia da COVID-19 ha cambiato e cambierà le nostre vite, non solo nei rapporti sociali e umani, ma anche e soprattutto negli scenari economici.
Il mondo del lavoro, ogni settore economico incluso, sta subendo dei profondi cambiamenti e in alcuni paesi, più di altri, arranca alla ricerca dei delicati equilibri in grado di determinarne la ripresa.
Seppur con diverse difficoltà, si inizia a prendere confidenza con le regole della Fase 2, non riuscendo ad intravedere l’inizio della Fase 3. A livello mondiale, il sentimento diffuso, è quello di pessimismo e paura.
Ma, nonostante tutto, ognuno inizia a fare ipotesi sulla propria vita post Covid o, percependo la fine troppo lontana, le previsioni riguardano la fase di convivenza con il virus.
La suddetta fase coinvolgerà la stagione estiva, ed è risaputo che estate fa rima con vacanze. Ma per pensare a spostamenti e attività nei mesi estivi bisogna pensare alla coabitazione con un virus che potrebbe continuare a circolare.
Anche se all’orizzonte si intravede una politica di accordi bilaterali, anche all’interno dell’Unione europea, in alcuni paesi sono ancora in vigore limitazioni agli spostamenti interni. Il turismo è sicuramente uno dei settori più colpiti dall’effetto coronavirus, ipotizzando effetti preoccupantemente negativi sull’incoming.
Se i lunghi spostamenti non risultano fattibili. Certamente non lo saranno verso l’estero per i possibili blocchi alle frontiere e i periodi di quarantena che i paesi potrebbero chiedere. Quello dell’estate 2020 sarà un turismo di prossimità, lento e alla scoperta di luoghi inesplorati.

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Cos’è il turismo di prossimità?

Per turismo di prossimità si intende il movimento che porta il turista a riscoprire il suo Paese e a ripartire dalle origini per ritornare ad esplorare il mondo. Le scelte ricadono su mete a corto raggio e all’interno della propria nazione, prediligendo le regioni limitrofe alla propria.
Una bella opportunità per quei comuni che ospitano borghi storici poco valorizzati o per spazi nella natura in cui organizzare attività di esplorazione.
Insomma un viaggio più consapevole per un viaggiatore più attento.
Se il turismo di prossimità porterà ad un incremento di turismo italiano, escluderà la fetta del turismo internazionale, soprattutto quello europeo, che per l’Italia rappresenta più del 75% del numero di pernottamenti.

Come sostenere il turismo locale?

In questo momento storico è necessario che le istituzioni diano supporto concreto, tramite l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto, per permettere a settori come quello turistico di ripartire.
Ma è allo stesso modo fondamentale che la ripresa parta proprio da noi. In che modo? Sicuramente iniziando a privilegiare la prossimità, il km0, la dimensione locale. Non solo nel tempo libero, ma anche nelle modalità di acquisto di industrie diverse da quelle turistiche.
Diverse le iniziative nate a favore dell’industria turista, e dagli stessi operatori del settore, come il caso di FTO, Federazione del Turismo Organizzato, che insieme ad ASTOI Confindustria Viaggi e alcuni dei più grandi touroperator, hanno redatto “Il manifesto per il turismo italiano”.
La petizione che ha come obiettivo quello di promuovere l’Italia come meta per sostenere tutto il comparto turistico. E a suon di hashtag #ripartiamodallitalia, vengono chiamati a raccolta operatori del settore, viaggiatori, e appassionati, per rilanciare le bellezze italiane e le realtà meno conosciute.
Ed ancora, i Travel Blogger italiani ed Emergency, invece, si sono uniti per creare una guida digitale sui 270 luoghi e più da non perdere in Italia, che sarà disponibile per tutti coloro che doneranno al progetto.
Non resta che (ri)partire!


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