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OMAGGIO A JOSÉ SARAMAGO

C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda.

José Saramago

Il 18 giugno 2010 si spegneva lo scrittore portoghese José Saramago, uno degli scrittori d’eccellenza della scena letteraria internazionale della seconda metà del Novecento.

A causa dell’indigenza familiare, Saramago fu costretto precocemente ad abbandonare gli studi all’Istituto Tecnico e a mantenersi lavorando in campo editoriale, dove assunse il ruolo di direttore di produzione per ben dodici anni, ben prima di dedicarsi, dal 1955, alle traduzioni ( di Colette, Cassou, Maupassant, Balibar e Focillon, ad esempio).

Fin dal suo esordio nel 1947, con il romanzo Terra del peccato (che inseguito ripudiò come figlio scapestrato), finì nel mirino della censura del regime, anche a causa della sua iscrizione clandestina al Partito Comunista Portoghese.

Durante gli anni Sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Sera Nova, alla quale seguì la sua prima raccolta di poesie I poemi possibili.

La Rivoluzione dei Garofani del 1974, con la conseguente caduta del regime, lo vide salire in cattedra come padre di un nuovo stile letterario, che portò alla massima espressione negli anni Ottanta con Memoriale del convento, L’anno della morte di Ricardo Reis e La zattera di pietra.

Nel 1998 gli è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura perché:

Con parabole, sostenute dall’ immaginazione, dalla compassione e dall’ ironia, ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare.

Molte delle sue opere, come CecitàSaggio sulla lucidità e Le intermittenze della morte iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale o impossibile, che si verifica in un luogo imprecisato, dal quale poi scaturisce una storia complessa, occasione per studiare le mille forme del comportamento e del pensiero umano.

Non ci sono eroi, i protagonisti sono spesso discutibili, ma profondamente umani, con i loro pregi ed i loro difetti.

E in effetti non manca la pietà e la compassione di José Saramago per essi, piccoli rappresentanti del genere umano.

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