CULTURA

FERRAGOSTO: 7 FILM ITALIANI DA VEDERE

Da “Il sorpasso” di Dino Risi, capolavoro della commedia all’italiana, al road movie “Un sacco bello” fino a “La famiglia passaguai” di Aldo Fabrizi. Un viaggio tra i set dei film dedicati alla festività più calda del calendario e amata dagli italiani: il Ferragosto!

 

LA FAMIGLIA PASSAGUAI (Aldo Fabrizi, 1950)

La famiglia Passaguai commedia tutta da ridere, diretta e interpretata da Aldo Fabrizi, nei panni del cavalier Peppe Valenzi che, approfittando di uno sconto aziendale, decide di portare la famiglia al mare a Ferragosto. Ma la domenica al mare per la famiglia Passaguai, si trasforma in un susseguirsi di avventure più o meno piacevoli per cui il capo famiglia perde addirittura il posto di lavoro.

 

 

FERRAGOSTO IN BIKINI (Mario Girolami, 1960)

Primi amori, tradimenti, incomprensioni. Sono solo alcuni temi raccontati dal regista Mario Girolami, conosciuto con svariati pseudonimi fra cui Franco Martinelli, Frank Martin e Bernardo Rossi, nel film Ferragosto in bikini.

Una commedia con un cast corale che vede protagonisti Walter Chiari, Ennio Girolamo, Valeria Fabrizi, Raimondo Vianello, il Quartetto Cetra e molti altri dare i volti alla più disparata umanità che affolla la spiaggia di Fregene,  la perla del litorale romano.

 

 

 

IL SORPASSO (Dino Risi, 1962)

Diretto nel 1962 da Dino Risi, Il sorpasso, costituisce uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi della società italiana negli anni del cosiddetto boom economico.
La pellicola, scritta da Ettore Scola, Ruggero Maccari e lo stesso Risi, è in perfetto equilibrio tra la commedia all’italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell’impietoso finale.
Nella giornata di ferragosto Bruno Cortona (Vittorio Gassman) audace, galante e cialtrone uomo di mezza età, incontra Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant), timido e introverso studente di giurisprudenza, e lo trascina con sé in un viaggio a bordo della sua Lancia Aurelia B24 decappottabile, attraverso il quale Roberto risulterà profondamente mutato, fino alle estreme conseguenze, sui tornanti di Calafuria.

FRASE CULT: “A Robe’, che te frega delle tristezze. Lo sai qual è l’età più bella? Te lo dico io qual è. È quella che uno c’ha giorno per giorno.”  (Bruno Cortona – Vittorio Gassman)

 

 

CASOTTO (Sergio Citti, 1977)

Sergio Citti, grande amico di Pier Paolo Pasolini e suo “maestro” e Vincenzo Cerami, nel 1977,  firmano – rispettivamente da regista e sceneggiatore – Casotto, commedia balneare ambientata sul litorale romano e che vede protagonisti  Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Franco Citti e Jodie Foster (doppiata in romanesco). Il titolo è un’allegoria che si basa sul gioco di parole, tra lo stabile, la cabina pubblica, il “casotto” per l’appunto, all’interno della quale sembra consumarsi il conflitto tra la vecchia morale borghese e l’avanzata della rivoluzione sessuale e il gergalismo che sta per confusione, situazione comica. Il film “Tutti al mare” diretto da Matteo Cerami nel 2011 è, in parte, ispirato a questa pellicola, tra l’altro, nel cast sono presenti anche Gigi Proietti e Ninetto Davoli.

FRASE CULT: “Ma ndo’ cazzo vai? Ma nun lo vedi che c’hai ‘na palla de’ fori?” ( Il nonno – Paolo Stoppa)

 

UN SACCO BELLO (Carlo Verdone, 1980)

Un sacco bello segna il fortunato esordio di Carlo Verdone come regista, sceneggiatore insieme a Leonardo Benvenuti e Pietro De Bernardi e attore nel ruolo di tre personaggi principali (Enzo, Ruggero Brega, Leo Nuvoloni) e altri tre personaggi secondari (Don Alfio, Anselmo, professore). Inizialmente la regia doveva essere affidata ad un regista affermato. Si pensò a Lina Wertmuller, a Steno, ma nessuno di questi comprendeva bene quello che Verdone voleva raccontare attraverso i suoi personaggi apparsi nella trasmissione cult “Non Stop”. Fu Sergio Leone a credere nel suo talento affidandogli la regia del film. Lo seguì passo passo durante la realizzazione del film girato “in cinque settimane e due giorni” contro le sette settimane inizialmente previste, e del successivo “Bianco, rosso e Verdone” di cui acquistò i diritti, per poi rivenderli alla Medusa Distribuzione.
Ci aveva visto bene! Per la sua interpretazione Carlo Verdone si aggiudicò un David Speciale ai David di Donatello 1980, un Globo d’oro come miglior attore rivelazione e un Nastro d’argento come migliore attore esordiente ai Nastri d’argento 1980.
L’inizio di una brillante carriera cinematografica. A firmare la colonna sonora, il maestro Ennio Morricone. Diviso in tre episodi ambientati a Roma durante Ferragosto, Un sacco bello, è una commedia con personaggi indimenticabili da Enzo, il bullo di periferia a Ruggero, il fricchettone peace&love fino a Leo, l’ingenuo cocco di mamma, intrisa però di una delicata tristezza di fondo.

FRASE CULT: “Daa Juventus? In che senso?” (Leo Nuvoloni, Carlo Verdone)

 

 

TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE DI AGOSTO (Lina Wertmuller, 1974)

Sesso, politica, femminismo, razzismo, violenza e ineguaglianza sociale e di genere si incontrano e si scontrano, in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, diretto da Lina Wertmuller nel 1974. Il film cult con protagonisti Mariangela Melato e Giancarlo Giannini, nei panni rispettivamente della borghese Raffaella Pavoni Lanzetti e del marinaio Gennarino Carunchio, rappresenta la spaccatura sociale degli anni ’70 in Italia, dove il dibattito politico era accesso sui diritti non concessi a tutti. Girato in Sardegna lungo la costa orientale nella provincia di Nuoro, la pelliccola ottenne un grande successo di critica e pubblico sia in Italia che all’estero. Nel 2002 il regista inglese Guy Ritchie diresse il remake intitolato “Swept Away” con protagonisti Madonna e Adriano Giannini. Stessa storia, stessi meravigliosi scenari sardi, ma fu un flop clamoroso.

FRASE CULT: “Sciacquetta, brutta bottana industriale e socialdemocratica” (Gennarino Carunchio, Giancarlo Giannini)

 

PRANZO DI FERRAGOSTO (Gianni di Gregorio, 2008)

Pranzo di Ferragosto, vincitore del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla 65° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, segna l’esordio alla regia di Gianni Di Gregorio, che attinge dalla propria esperienza di uomo figlio regalando una svolta ad un fatto realmente accaduto. La pellicola con molti attori non professionisti, ruota attorno alle vicende di Gianni, romano di mezza età che trascorre le sue giornate con l’anziana madre vedova, occupandosi di lei a tempo pieno. Il 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto, accoglierà in casa altre tre attempate signore rimaste senza assistenza.

FRASE CULT: “Embè, che voi fa’? È il lavoro mio…”, Gianni

 

 

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