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INTERVISTA A MALVIDA, L’ARTISTA LUCANA CHE CANTA L’AMORE UNIVERSALE INCONDIZIONATO

Il suo nome d’arte è Malvida, è l’artista emergente lucana, originaria di Pisticci, che si sta affacciando sullo scenario musicale italiano del pop elettronico per declinare in una chiave decisamente insolita e con grande appeal, i valori e i sentimenti che renderebbero speciale la vita di ciascun individuo.

Una sorta di Giulietta contemporanea e un po’ dark, per usare le sue stesse parole, che insegue il suo sogno: quello di fare della sua passione musicale il proprio lavoro, senza snaturarsi né piegarsi alle logiche commerciali d’etichetta.

Un’artista che si autoproduce, una giovanissima donna che si rende imprenditrice di sé stessa, che rischia sulla propria pelle, che lancia un messaggio di forza e che senza dubbio può rappresentare un modello da emulare per tutti coloro che vogliano intraprendere un percorso artistico in un mondo tanto difficile qual è quello della musica.

Malvida dice a tutti: si può! A patto che si rimanga se stessi e si segua ostinatamente la propria passione e la voce del proprio cuore.

E all’indomani (o poco più!) del nuovo videoclip di Malvida, “Gli ultimi”, tratto dall’omonimo album in uscita proprio in questo mese di settembre, che invita a ricercare la propria metà o il proprio doppio – che dir si voglia – e ad imparare ad amare e a lasciarsi amare, Metismagazine ha deciso di intervistare per voi questa artista emergente che ha davvero così tanto da raccontare!

Ciao Malvida, grazie per aver acconsentito a rilasciare un’intervista a Metismagazine. Raccontaci un po’ di te, chi sei, com’è nata la tua passione per la musica e cosa ci dici del tuo particolarissimo nome d’arte?

Ciao a tutti e grazie davvero a voi per questa possibilità. Mi sentivo a tratti un involucro stracolmo di amore universale incondizionato e volevo così racchiuderlo in un certo senso… E, per quanto possibile, in un’opera artistica! In generale in quello che scrivo, compaiono figure animalesche e vispe in grado di cambiare il mondo, fantasmi, vampiri e mondi “altri” come il Paradiso e l’aldilà, ecosistemi in cui tutto fa pace con tutto e tutto si può risolvere. Una fuga dal mondo degli umani i quali spesso fingono l’amore, lo pretendono o lo trattano male.

Il mio vuole essere un messaggio a vivere la vita con curiosità e gioia, perseveranza senza pretese, capacità di dire la verità e rincorrerla come i sogni che non possiamo permetterci di abbandonare.

Il nome “Malvida” nasce quasi per caso: avevo da parte una lista di 102 nomi possibili con cui rappresentare il progetto ma li ho bocciati tutti dopo poco in quanto, tanti che li avevano letti mi dicevano che invece proprio il mio nome di battesimo, ossia Ida, sarebbe stato efficace. Cosi ho semplicemente trovato una radice “Malv” che anticipasse la coda, “Ida”. Suonava fresco e internazionale, ricordava la pianta della malva ed aveva un non so che di “dark”, uno degli aspetti del progetto. E così è stato!

Quando è cominciata la tua avventura? C’è qualcuno che, inizialmente, ti ha supportato o ostacolato in questo percorso?

Il mio percorso si è delineato appena mi sono diplomata presso BSMT, un’accademia di musical di Bologna. Sono stata ostacolata dalla “forma”, dalla “tecnica” che molti insegnanti ostentavano come la chiave. Io volevo invece il dionisiaco, la scrittura di getto e il cuore pieno. Ho collaborato anche con un produttore esecutivo, il quale con molto entusiasmo finanziava il progetto, ma non nego che voleva condurmi verso un’altra direzione. Ci siamo così divisi e attualmente vanto, zoppicando, una totale autoimprenditorialità.

Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato il tuo mood?

Non ho in realtà degli artisti preferiti in particolare, o che “superano” altri. Alcuni li seguo per gli arrangiamenti, altri per l’originalità, altri ancora per i testi e infine altri per i concetti che riescono a trattare con la musica. Il mondo così chiamato erroneamente “dell’indie italiano”, è entrato nella mia vita durante l’ultima fase del percorso accademico. Si è rivelato fondamentale perchè lì dentro, vuoi o non vuoi è tangibile, soprattutto verso i progetti degli anni scorsi, la lotta contro la commercializzazione a discapito della “forma apollinea” del brano o del “bel canto”. Questo mi ha permesso di iniziare il lavoro sentendomi “meno sola”.

Cosa ne pensi dell’attuale scena pop italiana ed internazionale? C’è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare o magari duettare?

Penso che tutta la musica si possa dividere in due macro gruppi: quella bella e quella brutta, quella fatta con il cuore e quella che mira ai soldi. Non c’è nient’altro che voglio aggiungere, ma ci tengo a precisare che per quanto mi riguarda non esistono generi belli e generi brutti. La musica, è musica tutta. Dal momento che non transigo sulla lingua con la quale Malvida vuole esprimersi sempre, mi piacerebbe l’idea folle di interpretare un testo inedito di Gazzelle su un nuovo psichedelico arrangiamento dei Daft Punk.

Cosa pensi della comunicazione a mezzo social? Ritieni che i social possano costituire un’alternativa valida o una scorciatoia per ottenere maggiore visibilità?

I social sono purtroppo fondamentali soprattutto per chi, come me, si autoproduce. Sono, però, anche un’arma a doppio taglio: ti costringono a curare la musica tanto quanto l’estetica o comunque ti portano a ragionare maggiormente sull’immagine più idonea per esprimere l’intero immaginario proprio dell’artista, il quale si vede appunto, sarto di se stesso a 360 gradi. Nel mio caso, amante della fotografia e del cinema, la divulgazione dei videoclip è agevolata per fortuna dico, da questi mezzi, di cui ormai viviamo quotidianamente anche per le cose più semplici.

C’è un talent o una manifestazione canora alla quale ti piacerebbe prendere parte?

Sono contro manifestazioni e talent. Dopo aver praticamente vissuto 3 anni della mia vita dentro un’accademia musicale, sono terrorizzata dagli spersonalizzati e da chi vuole spersonalizzare: meglio essere odiati, ma rimanere se stessi. Mi piacerebbe presentare il festival di Sanremo, e non concorrervi. Non farei cambiare niente a nessun artista e darei spazio ai folli della nuova canzone italiana. Mi permetterei di stravolgere ogni cosa e starei attenta ossessivamente alla veridicità delle votazioni. Il livello attualmente non è più alto, è semplicemente “diverso”.

Qual è stato il primo brano che hai inciso e com’è stato ascoltarsi per la prima volta?

Il mio primo brano inciso in studio è stato “Robot”. Non nego che ascoltarsi per la prima volta può essere frustrante, la voce è diversa; è probabilmente come arriva agli altri. Fu subito il primo spunto per studiare i filtri vocali che personalmente adoro, e ovviamente per migliorare pian pian tutto ciò che ho percepito come difetto.

Quali sono le tue aspettative ed i tuoi progetti per il futuro?

Le mie aspettative sono non perdere mai la voglia, perché… davvero, una gioia così grande riescono a farmela provare soltanto il palco e il mio cagnolino. A settembre di quest’anno uscirà l’album “Gli ultimi” tanto sofferto e atteso. Le sue canzoni esistono ormai da tre anni, sono passata in diversi studi, ho collaborato con diversi produttori fino a trovare il connubio immaginato all’inizio. Sono soddisfatta del lavoro e spero tanto possa essere anche un minimo trampolino. Il programma sarebbe mettere “sempre più in difficoltà” l’ascoltatore, accompagnarlo piano piano nel cuore dei messaggi che voglio portare. Il progetto “Malvida” non si limita né alle collaborazioni, né alla musica, ma vuole essere un’espressione bipolare della stessa motrice: l’ amore incondizionato audio-visivo. Mi piacerebbe realizzare una serie TV e magari, più in là un film, curandone la sceneggiatura e il soundtrack.

Ci hai parlato di un album in uscita, “Gli ultimi”, e la cosa ci incuriosisce non poco. Come nasce quest’album? È diverso da quanto hai realizzato finora? Quale genere musicale hai voluto abbracciare?

Ho per scelta messo da parte la tecnica vocale nel cantarlo, per dare invece spazio all’interpretazione dei singoli pezzi che necessitavano di sfumature differenti, per come li immaginavo. In generale parliamo di pop elettronico seppure ci tengo a specificare che molte sonorità ricordano gli ’80, la retro wave e la lo-fi. Sono stati infatti utilizzati dei plug in e sintetizzatori per rendere maggiormente l’ idea di “sporco” che la versione ufficiale del disco mi premeva conservasse. Non parliamo di moda, la voce infatti a tratti è “soffocata” dalla musica che necessita di essere in prima linea a volte, rispetto agli incisi. Malvida vuole essere un messaggio, un concetto, piuttosto che una cantautrice pop. “Gli ultimi” nasce come prodotto indipendente autogestito dall’autrice durante un lungo periodo di spam ad amici e parenti per comprenderne o meno la validità, sempre in continua evoluzione, e trova dirittura d’arrivo a Roma con la revisione dell’ artista romano Leo Pari nell’estate del 2019.

Che consiglio ti sentiresti di dare a tutti quei giovani che, come te, vorrebbero intraprendere questa meravigliosa e quanto mai difficile professione?

Il consiglio è fondamentalmente uno, banale ma indispensabile: fottitene e sii te stesso, tutto quello che si fa con il cuore può farti soffrire, ma prima o poi arriva al cuore di un altro e di un altro e ancora di un altro. Quanto piu è difficile, piu dietro l’ angolo troverai una porticina aperta.

Grazie Malvida per essere stata con noi e per averci raccontato di te.

Grazie a Voi!

 

 

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