LE INTERVISTE

LA VOCE DEL VIOLINO. INTERVISTA AL LIUTAIO LUDOVICO ZANNI

A Cremona, in via Geromini 25, si anima una bottega speciale: la liuteria Zanni di strumenti ad arco.

A maneggiare la tradizionale tecnica artigianale della costruzione e del restauro di violini, viole e violoncelli è il giovane Ludovico Zanni.

Formatosi presso l’Istituto cremonese d’Istruzione Superiore Antonio Stradivari, in seguito come assistente presso l’atelier del Maestro Edgar Russ e adesso in pieno approfondimento specialistico in Beni culturali per la liuteria (MIBACT), il ventottenne d’origine milanese ha scelto come professione quella di approfondire le tecniche tradizionali e gli approcci costruttivi verso uno strumento guardando i liutai del passato e i liutai del presente.

Con una sensibilità fuori dal comune e la cura certosina di rifinitura dei materiali, il liutaio Ludovico Zanni continua armoniosamente, perciò, a tramandare nei suoi gesti l’antica arte di creare degli Stargate in legno per permettere alla musica di liberarsi e librarsi assecondando i suoi più svariati timbri.

L’abbiamo intervistato per voi:

 

Cosa l’ha spinta alla scelta di diventare liutaio?

Domanda a cui non risponderei, nel senso che non ho avuto una spinta particolarmente indirizzata verso questo mestiere così preciso. Ho varie passioni tra il disegno e la musica, diventare liutaio è stata una via di mezzo, diciamo. Ma è giusto più dire che ho capito mi piaceva davvero esserlo una volta che ho iniziato a lavorare. È stata una spinta data molto dalla curiosità. Poi è un mestiere che abbraccia molte discipline la scultura, l’intarsio, la chimica delle vernici. E quindi senza saperlo approfondire l’arte della liuteria mi ha dato modo di conoscere e acquisire processi particolari del mondo e averli alla mia portata. La realizzazione di un manufatto in un mondo di cose pronte mi ha insegnato a vedere e capire.

Lei si dedica alla realizzazione di violini e viole con cura impressionante. Da dove nasce l’ideazione di un suo strumento? E che legni usa di solito per realizzarla?

L’idea parte sempre dalla tradizione: il violino come viene fatto adesso è lo stesso di 300 anni fa e i modelli di riferimento sono gli stessi dell’antichità. I legni usati dalla tradizione cremonese sono acero dei Balcani, abete della Val di Fiemme ed ebano. Tutti legni che di cremonese hanno ben poco!

 

Nella contemporanea spersonalizzazione in serie degli oggetti, quale valore assume oggi per lei l’arte artigiana dei maestri liutai?

Uno strumento prodotto in serie e uno fatto a mano sono necessariamente due cose diverse. Uno strumento nato in bottega gode di una vita e un processo dato da un pensiero costante e miriadi di tentativi e sperimentazioni per arrivare a quel risultato, aggiungo anche gli umori della giornata e i sentimenti che provano a modificare il tuo lavoro. Ogni strumento è unico ed ha un “peso” proprio. Nell’esercizio sincero e costante del proprio lavoro vi è sempre la ricerca continua del miglioramento e del perfezionamento (ad ognuno l’interpretazione infinita di questa parola) e diventano intrinsechi del proprio lavoro.

Facciamo un gioco: se dovesse descrivere a livello sinestetico, differenti timbri vocali degli strumenti a corda, che aggettivi userebbe?

Il violino è da sempre paragonato come lo strumento più vicino alla voce umana ed è vero. Mi trovo più vicino ad un violoncello: mi fa pensare ad un bicchiere d’acqua in mezzo al deserto.

 

Da novello Geppetto, ha mai costruito uno strumento al quale si è così affezionato da non volerlo poi più vendere?

Certo molto spesso. Via via che si procede a creare strumenti e si notano i passi avanti che stai facendo nel realizzarli, più quegli strumenti vorresti tenerli con te.

Se potesse incontrare un musicista su di una fumante tazza di caffè chi vorrebbe che fosse? E perché?

Domanda non semplice anche perché non ti darei mai la stessa risposta. In questo contesto potrei dirti Paganini e Perlman perché sono due musicisti che pur suonando lo stesso strumento hanno un approccio molto diverso. Paganini irruento e diabolico (una rockstar…) Perlman invece quando lo vedi salire sul palco dopo essersi faticosamente portato lì (all’età di 4 anni venne colpito dalla poliomielite) diventa leggero come un angelo.

(Copyright immagine in evidenza)

Per la realizzazione personalizzata di un violino, viola o violoncello, inviate una mail a: zanni.ludovico@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

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