Caro John

SINDROME DI DOWN… QUEL FIGLIO CHE NON CI ASPETTAVAMO

Caro John,

sono Gina, ho 27 anni e da due anni e mezzo sono sposata con Antonio. Abbiamo da poco avuto un bambino, lo abbiamo chiamato Michele, ma purtroppo per un errore diagnostico il nostro Michele non è nato proprio come ce l’aspettavamo. Il nostro piccolo ha la Sindrome di Down. Io lo amo infinitamente, per me Michele è un dono del cielo, a prescindere da tutto, e se anche avessi saputo durante la gravidanza che aveva la Sindrome di Down non vi avrei mai rinunciato. Il problema è che Antonio non la pensa allo stesso modo. Lui dice che per lui quanto occorso non è un problema, ma io vedo come guarda il nostro Michele, ha nei suoi confronti un atteggiamento sempre forzato, fa fatica anche ad uscire in pubblico con lui e non gli parla quasi mai. La mia preoccupazione più grande è che ci lasci e se mai accadesse temo che Michele possa subire un trauma irreparabile. Ti chiedo un consiglio su come agire, non so davvero cosa fare. Grazie infinite, Gina.

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Cara Gina,

sono assolutamente d’accordo con te quando dici che il tuo bambino è un dono. Diventare genitori è un’esperienza meravigliosa, soprattutto se desiderata. Talvolta, però, le cose non vanno come ce le aspettiamo e non tutti siamo bravi allo stesso modo nell’affrontare situazioni impreviste. Rispetto alla nascita di un figlio normalmente si generano delle aspettative ed è evidente che, secondo quanto mi racconti, le aspettative di Antonio, in questo caso, non sono confluite nella realtà. L’accettazione di una situazione inattesa o indesiderata richiede del tempo e, in alcuni casi, addirittura un percorso mirato. Quello che posso consigliarti è di parlare con tuo marito in maniera molto aperta, al fine di valutare l’opportunità di seguire un percorso terapeutico che possa aiutarvi ad affrontare insieme la situazione. Sono certo che possiate farcela e che, a prescindere da come vadano le cose, parlare con uno specialista possa rivelarsi utile anche per te, consentendoti di acquisire gli strumenti per proteggere adeguatamente il piccolo Michele dall’eventuale allontanamento del padre ove questi si determini davvero ad andar via facendo sì che i tuoi timori si avverino. Vi auguro il meglio, un caloroso abbraccio John.

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