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30 SETTEMBRE 1924: IL COMPLEANNO DELLO SCRITTORE TRUMAN CAPOTE

Giornalista, scrittore, dialoghista, sceneggiatore, drammaturgo, attore: rinchiudere in una sola definizione Truman Capote è praticamente impossibile.

Figura di spicco del panorama letterario e giornalistico americano del secondo Novecento, Capote nasce a New Orleans il 30 settembre 1924 ma cresce poi a Monroeville, in Alabama, accudito dalle zie che lo prendono con loro dopo il turbolento divorzio dei genitori: la madre, che gli fa visita occasionalmente e che spesso lo rinchiude a chiave, al buio, in numerose stanze d’albergo mentre si intrattiene coi suoi numerosi amanti e il padre, un uomo sprovveduto e squattrinato che ricomparirà solo quando il figlio sarà oramai ricco e famoso.

La sua infanzia è dunque profondamente infelice, l’unico affetto che lo consola è quello di Harper Lee, l’amica del cuore che diventerà a sua volta celebre come scrittrice grazie al libro vincitore del Premio Pulitzer “Il buio oltre la siepe” (“To kill a mockingbird“) dove apparirà anche Truman, nei panni del piccolo Dill.

Anche durante l’adolescenza la vita per Truman non è semplice, l’unico sollievo durante gli anni di bullismo scolastico a causa dei suoi modi giudicati effemminati, è l’amicizia con la sua insegnante di inglese del college, che ne riconosce subito il fantasioso talento stilistico.

Trasferitosi a New York, lo scrittore decide di assumere il cognome del suo patrigno, Joe Capote, e si fa strada nel mondo giornalistico attraverso la pubblicazione di alcuni racconti su Harper’s Bazaar e il Southern Gotich Novelist, scritti che alimenteranno la sua fama di personaggio assieme piacevole e arrogante.

Il racconto Miriam, pubblicato su una rivista femminile, decreta il suo primo insperato successo che lo porteranno a iniziare a frequentare i salotti mondani di New York, diventando l’intellettuale dandy più richiesto ai party da personaggi noti come Jackie Kennedy, Andy Warhol, Bogart e Tennesee Williams.

A imporlo definitivamente come scrittore saranno poi i suoi romanzi “Altre voci, altre stanze” (1948), “Colazione da Tiffany” e soprattutto “A sangue freddo“, uscito a puntate sul New Yorker nel 1966 e capostipite di un nuovo genere letterario, “il romanzo verità”, basato infatti su un fatto di cronaca nera realmente accaduto, l’assassinio di un’intera famiglia avvenuto nelle campagne del Kansas.

L’ultimo periodo della vita di Truman Capote sarà contrassegnato da relazioni fallimentari con uomini approfittatori, da una grave forma di epilessia e da un’intossicazione dai sonniferi unita all’abuso di superalcolici e droghe.

Ritiratosi dal bel mondo e rinnegato dai divi della high society, sfruttato dagli amanti e abbandonato dal decennale compagno Jack Dunphy, Capote muore di cirrosi epatica nel 1984, a casa della sua fedele amica Joanne Carson, poco prima di aver compiuto sessant’anni.

Buon compleanno allo scrittore che amava definirsi così:

I’m an alcoholic. I’m a drug addict. I’m a homosexual. I’m a genius!

(Copyright immagine in evidenza)

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